2004
2
Ott

8 mm

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Il sole di mezzogiorno cancella qualsiasi possibilità di ombra e la luce impietosa, insieme allo sfarfallìo della pellicola, rende difficile la visione; ma nei primi piani si colgono bene le righe di sudore che colano da sotto i fazzoletti legati a cocca sulla testa.

Angelo, Mario, Vanni e un operaio.

Nonostante la fatica, i quattro uomini sorridono alla macchina quando si avvicina: sorrisi sani, giovani occhi vivaci, facce cotte dal sole e spalle abbronzate dove la canottiera non arriva.

I due a terra raccolgono le angurie dalla catasta e le tirano agli altri sull'autocarro; rapidamente e con delicatezza i quarantini tondi e neri - così appare il verde scuro sulla pellicola in bianco e nero - vengono depositati sul fondo.

Il lavoro procede sicuro e veloce, nessun frutto cade a terra: così non so come apparirebbe il rosso intenso e dolce dell'interno, cosparso di piccoli semi neri, separato dalla buccia sottile da un'altrettanto sottile linea bianca.

Questa doveva essere la scena di un lunedì di luglio del '59, con la differenza che Antonio non stava sperimentando la sua nuova cinepresa "8", ma tirava angurie al posto di quell'operaio di cui oggi nessuno ricorda il nome.

Altra differenza è che il veloce scorrere dei quarantini di mano in mano si fermò improvviso con un cocomero succoso scagliato in terra "Un'altra puttana!"

Sul treno che lo portava a conoscere sua figlia, Antonio fu svegliato da un doganiere al confine di Tarvisio, dove aspettò fino al mattino un treno che lo riportasse a Udine.

 
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