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2006
30
Gen

Nata in Istria di Anna Maria Mori

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Nata in Istria di Anna Maria Mori
Giovedì 2 febbraio 2006, alle ore 20.45 presso la SalaGrande dell’Aula Magna del Centro Studi, Anna Maria Mori incontrerà il pubblico di Cinemazero per presentare la sua ultima pubblicazione Nata in Istria (Rizzoli 2006) a cui seguirà il documentario Istria, il diritto alla memoria (50') per la regia di Riccardo Vitale.
L’Istria è stata per mezzo secolo un grande buco nero nella coscienza italiana: una terra dimenticata, rimossa, così come è stata di fatto occultata la presenza dei trecentomila profughi istriani che, dopo la guerra, ha scelto l’esilio. In questo libro Anna Maria Mori, che ha lasciato l’Istria con la famiglia quanto era ancora bambina, prova a spiegare cosa significa essere istriani. Il suo libro non è un’inchiesta oggettiva o il rendiconto di un’esperienza di vita: è piuttosto un collage di storie, persone, percorsi, riflessioni su una terra di confine (italiana, veneta, asburgica, slava), una terra di contadini e pescatori e di marinai, di poesie, leggende, tradizioni, miti e riti, di sapori e odori mediterranei e mitteleuropei.
Il documentario, prodotto da Rai Uno, è stato realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario del Trattato di Parigi che sancì il passaggio dell’Istria alla Jugoslavia di Tito. Partendo da una dichiarazione di Claudio Magris (“in Italia non sanno neanche dov’è l’Istria”), il racconto si svolge su due binari paralleli: la storia e la geografia di quella regine. Parlano prestigiosi storici locali, parlano parenti di vittime delle foibe. E, per l’occasione, una foiba è stata esplorata con l’aiuto di uno speleologo. Parla Guido Miglia, giornalista e scrittore istriano, esule da Pola a Trieste, e rievoca da protagonista e testimone, il momento dell’esodo quasi totale dalla sua città. Parlano alcuni italiani rimasti in Istria: erano trentamila in tutto al momento in cui gli altri trecentocinquantamila si sparpagliavano in Italia e nel mondo, oggi sono sempre meno. E parlano anche le immagini: la vistosa “venezianità” di cittadine come Rovigno e Pirano, la bellezza quasi inimmaginabile delle coste, i monumenti romani di Pola che vanta la sua “Arena”, l’unico Colosseo che si specchia nel mare di fronte.
Memoria dunque, e verità storica e umana, al di là e fuori da qualsiasi strumentalizzazione politica: “La verità è sempre rivoluzionaria”, come dice Claudio Magris nel documentario, citando Gramsci davanti al castello di Miramare, a Trieste.
Anna Maria Mori è nata a Pola. Giornalista, prima alla terza pagina del Messaggero di Roma poi inviato per le pagine di cultura e spettacoli del quotidiano la Repubblica dalla fondazione al 1995, ha realizzato per Rai Tre la serie “Vent’anni solo ieri” e per Rai Uno “Istria 1943-1993: cinquant’anni di solitudine” e “Istria, il diritto alla memoria”. Tra i suoi libri “Gli esclusi. Storie di italiani senza lavoro” (Sperling & Kupfer 2001), “Femminile irregolare” (Sperling & Kupfer 2002), (Sperling & Kupfer 2003) e, con Nelida Milani, “Bora” (Frassinelli 20005).

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