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2005
19
Mag

Vita da Jinetera

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IL FOGLIO LETTERARIO & EDIZIONI IL FOGLIO
Rivista fondata nel 1999 /Casa Editrice fondata nel 2003
Sito internet: www.ilfoglioletterario.it
 
FINALMENTE DISPONIBILE IN LIBRERIA

 ALEJANDRO TORREGUITART RUIZ

 VITA DA JINETERA 

pag. 160 – Euro 10,00
isbn 88 – 7606 – 069 - 3
copertina di Oscar Celestini

COLLANA di LETTERATURA CUBANA CONTEMPORANEA
con la collaborazione di AMNESTY INTERNATIONAL

Un romanzo erotico sconvolgente e conturbante. Un libro che si legge come un racconto a fumetti e che guida il lettore alla scoperta della magia delle notti avanere. Donne bellissime dalle forme abbondanti e dalle curve sinuose che abbordano uomini sul lungomare. Cuba e i sogni infranti. Cuba e il ballo. Cuba e il rum. Cuba e le notti di sesso. Un giovane cubano ci racconta la vita di una jinetera, una prostituta per turisti, attraverso le sue avventure sessuali in una città cadente e rassegnata alla sconfitta. 

Il Malecón mette in scena la solita commedia su di un palcoscenico fatto a pezzi dalla storia. Attorno a me palazzi dalle facciate screpolate da incuria e tornados. Però è bella la mia città, penso ogni volta che getto lo sguardo a scrutare l’oceano. Bella e maledetta, concludo. La caccia è aperta, come ogni sera. Ma dobbiamo fare attenzione dopo le ultime leggi di Fidel. Ne hanno portate via tante su camionette guidate da stupidi poliziotti orientali. Le prime volte segnalano, rapano a zero, poi deportano nei campi di lavoro. Non vorrei fare quella fine. Ho un figlio, io. Una famiglia da mantenere.

La notte all’Habana Cafè è finita. Notte di stelle fasulle. Notte di anni cinquanta dipinti sui muri, di auto che vagano ancora per le strade di un’Avana così cambiata. In meglio o in peggio non so. Ma cambiata lo è di certo. Buche al posto dell’asfalto, palazzi che crollano, villaggi turistici che sollevano la testa sul lungomare. Notte di sogni perduti e ricordi vaganti. Le mani di Paolo sul mio corpo mentre ballo la salsa e consumo stille di sudore.

Alejandro Torreguitart Ruiz (L’Avana, 1979) ha pubblicato in Italia Machi di carta - confessioni di un omosessuale (Stampa Alternativa, 2003) e La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2004). Alcuni suoi racconti sono apparsi su riviste e quotidiani italiani. Gordiano Lupi lo traduce e lo rappresenta per l’Europa. Contatti: lupi@infol.it - Pagine web: www.infol.it/lupi.

Prossimi titoli della COLLANA LETTERATURA CUBANA CONTEMPORANEA:

William Navarrete - Età di paura al freddo (poesia)

AA.VV. - Poesia cubana dissidente - lettere dal carcere (poesia)


Si inviano copie saggio scopo recensione
Libro fuori abbonamento librario

L'APPELLO DI AMNESTY INTERNATIONAL CHE COLLABORA ALLA NOSTRA INIZIATRIVA EDITORIALE

"PER FINIRE IN CARCERE A CUBA BASTA
ESSERE IN DISACCORDO CON LE AUTORITÀ"

La limitazione della libertà di espressione, di associazione e di riunione è una grave violazione dei diritti umani che deve cessare immediatamente. Da anni, ormai, Amnesty International lancia questo appello alle autorità cubane. La più recente occasione è stata il secondo anniversario del giro di vite contro il dissenso del marzo 2003.

La maggior parte dei dissidenti arrestati nel 2003 è stata condannata a lunghi periodi di carcere, stabiliti dall’art. 91 del codice penale e dalla Legge 88. L’art. 91 prevede pene da 10 a 20 anni o anche la fucilazione nei confronti di chi "nell’interesse di una nazione straniera, svolge attività il cui fine è di danneggiare l’indipendenza dello Stato cubano o la sua integrità territoriale". La Legge 88 stabilisce dure pene detentive per chi è giudicato colpevole di sostenere le politiche statunitensi su Cuba con l’obiettivo di "pregiudicare l’ordine interno, destabilizzare il paese e distruggere lo Stato socialista e l’indipendenza di Cuba".

Secondo dati di Amnesty International aggiornati al marzo 2005, sono 71 i prigionieri di coscienza in carcere per aver espresso in modo pacifico le proprie idee e convinzioni. L’organizzazione per i diritti umani chiede al governo dell’Avana il loro rilascio immediato e incondizionato.

A Cuba l’esercizio della libertà di espressione è un crimine. I "reati" comprendono lo svolgimento di attività in favore dei diritti umani, la pubblicazione di articoli, la concessione di interviste a organi d’informazione considerati critici nei confronti del governo, il contatto con funzionari statunitensi presenti sull’isola o i rapporti con la comunità cubana in esilio.

Amnesty ha ricevuto denunce relative ad almeno quattro casi di maltrattamenti ai danni di detenuti da parte dei secondini, talvolta come vendetta nei confronti di chi aveva denunciato le proprie condizioni di prigionia, lo scarso accesso alle cure mediche e le limitazioni ai contatti col mondo esterno. Juan Carlos Herrera Acosta, che sta scontando una condanna a 20 anni nella prigione Kilo 8 (provincia di Camaguey), è stato picchiato il 13 ottobre 2004 da un gruppo di guardie. Per protesta ha iniziato uno sciopero della fame. Amnesty International non è a conoscenza di alcuna inchiesta su questo e altri casi analoghi e pertanto chiede al governo cubano di avviare indagini imparziali e indipendenti su tutte le denunce di maltrattamenti ad opera del personale carcerario.

Nel corso del 2004 almeno nove prigionieri sarebbero stati tenuti in celle di punizione per periodi di due-quattro mesi. Queste celle sono assai piccole (due metri per uno) e sono prive di suppellettili e luce naturale. I prigionieri non ricevono cure mediche o acqua potabile ed è vietato loro uscire dalle celle, ricevere visite o fare esercizio fisico; talvolta non possono lavare i vestiti o avere lenzuola pulite. Queste condizioni costituiscono un trattamento crudele, inumano e degradante.

Normando Hernandez Gonzales è stato tenuto in cella di punizione per quattro mesi per aver portato avanti uno sciopero della fame di 17 giorni in protesta contro il suo trasferimento alla prigione Kilo 51/2 insieme a criminali comuni.

Ad alcuni prigionieri di coscienza e ai loro familiari sono state negate le visite, le telefonate e la corrispondenza per periodi imprecisati di tempo poiché questi ultimi avevano denunciato alla stampa internazionale o alle organizzazioni per i diritti umani il trattamento dei propri parenti reclusi.

Nel corso del 2004 e nei primi mesi del 2005 sono stati rilasciati 19 prigionieri di coscienza; 14 di essi hanno ottenuto il "rilascio condizionale", che consente di scontare fuori dal carcere, per motivi di salute, il resto della condanna ma sotto la minaccia di poter essere nuovamente imprigionati.

Amnesty International rinnova le seguenti richieste al governo cubano:

- ordinare l’immediato e incondizionato rilascio di tutti i prigionieri di coscienza;

- garantire un’inchiesta indipendente e imparziale sulle denunce di maltrattamenti ad opera del personale carcerario, disponendo la sospensione dal servizio degli indagati e portando in giudizio i responsabili;

- sospendere la Legge 88 e tutte le altre norme che consentono la detenzione dei cittadini cubani attraverso la limitazione illegale dell’esercizio delle loro libertà fondamentali;

- rispettare gli standard internazionali sui diritti umani relativi al trattamento dei detenuti;

- ratificare il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

Amnesty International ritiene che l’embargo unilaterale degli Usa contro Cuba contribuisca a minacciare i diritti civili e politici fondamentali sull’isola. Per questa ragione, chiede che sia tolto immediatamente e sollecita allo stesso tempo le autorità cubane a cessare di usarlo come pretesto per violare i diritti umani dei propri cittadini.

Riccardo Noury, portavoce della Sezione Italina di Amnesty International

Per ulteriori informazioni sulle violazioni dei diritti umani a Cuba:

http://web.amnesty.org/library/index/ENGAMR250022005


Ufficio Stampa Edizioni Il Foglio
(Dargys Ciberio) 

 
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