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2015
29
Giu

La tua estate con Adelphi

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Rodolfo Sonego e Il racconto dei racconti
 
Se c’è una Casa Editrice che fa andare sul sicuro il lettore questa è Adelphi, vera e propria garanzia di qualità, dalla narrativa alla saggistica, con un catalogo che presenta proposte interessanti e un’accurata selezione di classici. Qualche nome: Norman Lewis, Georges Simenon, Lawrence Osborne, Orson Welles, Guido Ceronetti, Alberto Arbasino, Abilio Estévez (I palazzi distanti è un capolavoro, ispirato a Lezama Lima e a Virgilio Piñera) e gli immancabili - complessi - lavori del direttore editoriale Roberto Calasso. Adelphi è la dimostrazione vivente che la qualità (editoriale) paga, per questo se c’è una persona al mondo che invidio è proprio Calasso, che trasforma in oro quel che maneggia e sa scegliere il meglio della produzione mondiale. Mi piacerebbe vederlo all’opera con Heberto Padilla, Guillermo Cabrera Infante, Virgilio Piñera e Felix Luis Viera. Il problema è contattarlo, perché il mio rapporto con Calasso non va oltre la relazione che si stringe tra lettore e autore. Un testo che andrebbe letto e studiato per far bene un mestiere che (da dilettante) tento di fare è L’impronta dell’editore (2013), conversazioni su libri e pubblicazioni, sempre targato Adelphi.
I miei consigli Adelphi per l’estate riguardano il cinema italiano che amo così tanto da passare il tempo compilando monografie - mai uscite per editori importanti -, recensioni e piccoli studi su personaggi minori del cinema bis. Adelphi pubblica un libro irrinunciabile di Tatti Sanguineti (peccato non abbia capito subito la grandezza di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, ma ha recitato da tempo un convinto mea culpa) intitolato Il cervello di Alberto Sordi - Rodolfo Sonego e il suo cinema (Pag. 590 - Euro 26). Il testo ha il merito di far parlare Sonego, grande sceneggiatore della commedia all’italiana, inventore del personaggio Sordi così come lo conosciamo, non la macchietta dei penosi birignao radiofonici, ma l’italiano medio pieno di difetti e contraddizioni. Un libro di cinema come non se ne leggono, nel senso che questo si legge con passione e trasporto, non è un mero esercizio di stile per addetti ai lavori, ma è scritto con linguaggio sobrio ed essenziale, come un romanzo d’altri tempi. Sanguineti aveva già pubblicato Il cinema secondo Sonego (Transeuropa, 2000), che per l’occasione amplia e rende definitivo, inserendo vita, opere, dichiarazioni, aneddoti e commenti critici su film importanti come Il vedovo, Il boom, L’avaro, Assolto per non aver commesso il fatto, La donna del fiume, In viaggio con papà, Un eroe dei nostro tempi, senza dimenticare pellicole meno note come Ida e i porci, Il disco volante, Io e Caterina, Marechiaro… Ci sono anche i film non realizzati e i non accreditati, così come non manca un breve manuale di sceneggiatura. Un libro utile che l’appassionato di cinema non deve perdere, per capire quanto l’Italia della commedia debba a un geniaccio come Sonego (1921 - 2000), uno che Sordi considerava imprescindibile. L’attore romano accettava un film a scatola chiusa se l’aveva scritto il collaboratore di una vita, incontrato per caso sul set de Il seduttore (1954). Gustosi anche i capitoletti iniziali dove Sanguineti cita le opinioni di Sonego su attori, produttori e sceneggiatori, realizzando una galleria di ritratti cinematografici.
A proposito di cinema è doveroso riscoprire Il racconto dei racconti di Giambattista Basile (1575 - 1632), ovvero Il trattenimento dei piccoli, tradotto dal napoletano da Ruggero Guarini. Adelphi non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di compiere un’altra grande operazione culturale di taglio popolare. Matteo Garrone ha riportato d’attualità il libro sceneggiando da maestro quattro storie fantastiche, ma il lettore avido di suggestioni fiabesche dal tono fantasy ai limiti dell’horror, non devono mancare di approfondire la materia. La lingua usata per la traduzione non è facilissima, serve un minimo di cultura letteraria per apprezzare l’opera, ma dopo un minimo di fatica se ne esce soddisfatti. Molto di più che dopo aver gustato l’opera omnia di Fabio Volo e l’intera serie del Bar Lume. Ve lo garantisco.
 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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