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2009
9
Mar

Io, Misurina e la Maga

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IO, MISURINA E LA MAGA
Di Giovanna Nigi
Ed. IlMioLibro.it
 
 
“Io, Misurina e la Maga è la storia di grandi problemi risolti
con piccole cose.
E’ una storia  inventata giorno per giorno, per aiutare a crescere Misurina, una bambina  che ho incontrato quando era sola,
piccola e impaurita .
Per otto lunghi anni è stata “solo” un’adozione
ad alto rischio giuridico....”
 
Ha inizio così “Io, Misurina e la Maga” di Giovanna Nigi, la storia di un'adozione “guarita” con le fiabe e la fantasia.
All'inizio contraria all’affidamento, per la paura di vivere e far vivere un terribile abbandono e di non essere capace di gestirlo, l'autrice ha cambiato parere nel corso degli eventi, e  spera con questo libro di farlo mutare a tanti aspiranti padri e madri adottivi e affidatari.
 
“Non sono forse i cammini duri e impervi all’apparenza , delle occasioni, dei  doni preziosi abilmente  e sottilmente travestiti? E poi, nessuno ha la proprietà di un’altra persona...e i figli non sono mai “nostri”, la vita può portarceli via in qualsiasi momento…perché intestardirci a volere a tutti i costi  un figlio per sempre e non in affidamento, anche se provvisorio?...E non è vero che ci si perde, si acquista tanto, invece, oro è quello che si dà e si riceve, e anche se la vita deciderà di separare le strade, quello che avremo scambiato con  un bambino in difficoltà  sarà un bellissimo gruzzolo da spendere in tutte le situazioni  che ci verranno incontro in futuro.”
 
Una storia vissuta in prima persona, questa di Misurina, che dà al piccolo libro di Giovanna Nigi immediatezza e verità. Un invito all'adozione e all'affidamento, un invito alla vita, in fondo, a non tirarsi indietro mai, anche quando il dolore farebbe scappare via lontano. La Signorina Fantasia e la Regina delle Fate ringraziano. La Maga dell'abbandono un po' meno...

 

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Intervista all’autrice Giovanna Nigi
 
 
D: Un tema delicato, questo che ha affrontato in “Io, Misurina e la Maga....
R: Non ho voluto, con questo libro, offrire soluzioni buone per tutti, o dare lezioni di comportamento , né possiedo la preparazione necessaria per affrontare il problema dal punto di vista psicoanalitico. Ho sentito l’urgenza, invece, di comunicare un vissuto, nella speranza che possa essere utile ad altri per trovare una propria strada.
 
D: Il suo libro è un viaggio nel mondo dell'affidamento e delle adozioni, è una via che consiglierebbe?
R: All'inizio è una via dura, il percorso è accidentatissimo....La prima cosa che si scopre con sgomento e con sorpresa, vivendo con una bambina in affidamento,  è che ce l’ha con la mamma, con la madre naturale e con quella che l’ ha accolta e la considera a tutti gli effetti figlia. E qui cominciano i guai e le delusioni che spesso terminano con la restituzione dei bambini, come se fossero elettrodomestici che funzionano male...
Chi  con gli occhi dei sogni si vede amato solo perché ha fatto “il bel gesto” è fuori strada. E non  per ingratitudine o per cattiveria, piuttosto  perché dentro i bambini  si combatte una battaglia non risolta con un essere femminile che non li ha protetti quando doveva, che li ha  fatti sentire soli e abbandonati.
 
D: La soluzione ?
R: Per quanto riguarda la mia esperienza, nell’equilibrio e nella fantasia, altrimenti si corre il rischio di  dar vita a situazioni che alla lunga scatenano conflitti continui e scavano insormontabili barriere, fra la mamma e il bambino e anche fra la mamma e il papà.   Per di più  i bimbi  affidati o in adozione tendono a scardinare, a minare dalle fondamenta la fiducia in se stessi dei nuovi genitori, e  a scavare fra loro abissi di sospetto e rivalità...
 
D: Mai avuto un momento di disperazione, un cedimento?
R: Altroché! Sono caduta nella trappola anche io, e ho pensato che il problema della bambina fosse con me, con la mia persona. Mi sono sentita inadeguata, rifiutata, esausta e depressa. Finché non è comparsa la Maga, ricettacolo di tutto il negativo, e la meravigliosa, unica, Regina delle Fate. Una mia vecchia amica, invisibile a tutti tranne che a me. Tutto quello che io non potevo permettermi di fare con Misurina lo delegavo a lei, che era addirittura in grado di far apparire, in certi giorni specialissimi,  doni da tempo desiderati a patto che non si trattasse di cose acquistabili con il denaro: piume, dolcetti fatti a mano, stelle marine, piume di uccelli...spade per cacciare i cattivi sogni. Tutto il bene che Misurina a causa delle sue paure non poteva permettersi di dimostrarmi, se lo prendeva lei, la splendente Regina delle Fate. Bellissima, senza macchia e senza fifa.
 
D: Quindi alla fine ne vale la pena da quanto si legge nel libro!
R: Decisamente sì, il cammino non è semplice, ma forse è meno difficile di quanto non avremmo creduto, e spesso forze che non pensavamo nemmeno di avere emergono da profondità inesplorate, offrendoci la soluzione di problemi  considerati  insormontabili.
 
D: Allora la Regina delle Fate alla fine le ha lasciato la sua bacchetta magica…
R: Non mi illudo, ovviamente, di essere uscita vincitrice, mi aspetto ancora tanti problemi da risolvere, e so che l’adolescenza porterà con sé altri dolori, altri traumi. Ma un modo diverso di risolvere i guai e i malanni è stato possibile trovarlo, e questo mi dà la speranza che lo possa essere ancora...
 
 
 
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Ufficio Stampa:
Marta Volterra, 340.96.900.12
marta.volterra@gmail.com
 
 
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