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2005
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Mar

Ricordando Claudio Cavallini

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Il giorno 25 febbraio 2005 all'auditorium dell'istituto musicale Orazio Vecchi si è tenuta una commemorazione a Claudio Cavallini a circa un anno dalla sua morte.

Commemorare il ricordo di una persona che non si è nemmeno conosciuta è impresa ardua. Meglio lasciare il compito a coloro che hanno potuto giovare della presenza in vita. È questa l’idea che hanno concretizzato un gruppo di amici di Claudio Cavallini, scomparso il 18 febbraio dello scorso anno.

Chi era e chi è Claudio non è cosa semplice da spiegare. Prima di tutto una persona che con la sua presenza è stata in grado di lasciare un segno indelebile nella memoria di coloro che l’hanno conosciuto e frequentato. Il Cavallini uomo nasce come studente di chitarra classica a Reggio Emilia, ma da subito si adopera perché venga aperta una cattedra di chitarra presso l’Istituto Musicale “O. Vecchi” di Modena.

Dal suo amore per la musica nasce l’idea della sua applicazione in campo terapeutico. È del 1973 l’organizzazione del Primo Seminario di Musicoterapia. Negli anni che seguono collabora attivamente con Enti Pubblici e Privati nella riabilitazione di soggetti disabili attraverso lo strumento della musica.

L’intento della serata organizzata dai suoi amici è fare conoscere anche altri aspetti della vita di Claudio. Attraverso brani di musica da lui amati si scopre una persona sensibile, aperta verso il prossimo, capace di trasmettere calma e serenità agli altri, incapace di arrabbiarsi. Un uomo che ha imparato a guardarsi dentro. Un uomo che ha saputo ricercare gli aspetti migliori delle altre persone ed è riuscito a farli venire a galla.

È il Claudio scrittore quello che più colpisce. Non lo scrittore musicoterapeuta, ma lo scrittore di sé stesso: il poeta. Sono giovani attori non professionisti, come probabilmente lui avrebbe, che si assumono il difficile compito di rendere vive le poesie da lui scritte. Un’armonia di musica e parole che hanno la capacità di rendere presente a tutti, anche a chi non lo ha conosciuto, l’immagine di Claudio.

L’effetto acustico è accentuato dallo scorrere di foto e spezzoni filmati del Cavallini, che hanno la capacità di suscitare emozioni ulteriori. Non deve perciò suscitare meraviglia che alla fine della serata ci si senta come se Claudio lo si conosca da sempre. Rimane forte il rimpianto, invece, di non averlo conosciuto veramente.

Dal ricordo e dal pensiero di Claudio è nata l’idea di pubblicare un libro: “Claudio Cavallini Un pioniere della musicoterapica - Guaraldi Editore”, presentato per l’occasione. È lo stesso Claudio che si racconta attraverso i suoi scritti, sia con progetti attuativi per la musicoterapica, sia con le poesie emerse dalle sue esperienze e scritte dai pazienti da lui seguiti.

Del Claudio sognatore rimane però incompiuto forse il sogno più grande: la realizzazione di una cattedra universitaria di Musicoterapia. Nella continuazione di quel sogno, i suoi amici hanno deciso di istituire una Associazione che si prefigge tale scopo. Quale più degna conclusione per una serata dedicata ad una persona capace di suscitare così forti emozioni. Un solco indelebile nell’anima di tutti coloro che hanno sfiorato la figura di Claudio Cavallini, anche senza conoscerlo.

Grazie a Claudio.

 
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:: Giuseppe Portuesi
Infermiere. Amante della lettura. Giocatore di ruolo e di giochi da tavolo. Trekker. Predilige romanzi fantasy, storici e di fantascienza. Fra i suoi autori preferiti: Tolkien, Terry Brooks, Martin, Candace Robb, Zimmer Bradley.
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