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2006
16
Mag

Primavera dei Teatri 2mila6

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Regione Calabria

Presidenza della Giunta Regionale - Assessorato al Turismo

Provincia di Cosenza

Comune di Castrovillari

Teatri Calabresi Associati

Scena Verticale

 

 

Primavera dei Teatri 2mila6

nuovi linguaggi della scena contemporanea

 

Castrovillari, 4 > 10 Giugno 2006

VII edizione

 

Scena Verticale, col sostegno della Regione Calabria - Presidenza della Giunta Regionale e Assessorato al Turismo, della Provincia di Cosenza, del Comune di Castrovillari e con il contributo dei Teatri Calabresi Associati, presenta Primavera dei Teatri 2mila6, settima edizione del festival dedicato ai nuovi linguaggi della scena contemporanea.

La direzione artistica di Saverio La Ruina e Dario De Luca rinnova in questa edizione la propria volontà di creare fertili occasioni di incontro e confronto, con sensibile attenzione alle nuove generazioni creative, all’evoluzione dei linguaggi scenici e con interesse particolarmente rivolto alla nuova drammaturgia. Una poetica che è già valsa al Festival il Premio dell’Associazione dei Critici di Teatro e il Premio Giuseppe Bartolucci “per avere realizzato e imposto all’attenzione del mondo teatrale un felice appuntamento con la scena contemporanea, dando vita a una rassegna di grande respiro e rigore, in un territorio – come quello del nostro sud, non solo teatrale – geograficamente non facile, ma fertile di proposte e carico di necessità”.

 

le Radici e la Memoria

Ieri e oggi storie di emigrazione e lavoro

Dopo lo straordinario consenso ottenuto con Italiani Cìncali, dedicato ai minatori del Belgio, Mario Perrotta con la Compagnia Teatro dell’Argine presenta La TurnàtaItaliani Cìncali parte seconda (martedì 6, ore 21.15), ritorno a casa di una famiglia di emigrati in Svizzera nel 1969. “Turnata vuol dire «ritorno» in dialetto pugliese: il ritorno di chi non riparte più, di chi si ferma a casa. Lo spettacolo è il racconto del lungo viaggio verso casa, verso gli ulivi e il mare, per trasportare il corpo esanime del nonno, il capostipite, il primo ad essere emigrato nel 1955: si torna in Puglia, sull'Alfa Romeo, per seppellirlo. È viaggio clandestino, fatto di sotterfugi e tensioni: ma anche viaggio iniziatico per il piccolo Nino, di nove anni, che scopre, piano piano, il mondo. Il razzismo degli svizzeri, l'indifferenza del governo italiano, lo sbarco sulla Luna, i sogni della lotta operaia, il sindacato, il calcio, le paure e l'affetto”.

Ulderico Pesce firma e interpreta in prima nazionale FIATo sul collo (giovedì 8 ore 21.15), testo vincitore del Premio Marisa Fabbri, sezione del Premio Riccione Teatro 2005. “Dal cuore della Basilicata, il racconto irridente e appassionato, in forma di monologo e nel solco del teatro di narrazione, di una vita costruita sulla speranza di un lavoro che mina ogni legame e sicurezza. Voci, pensieri e sentimenti intrecciati in una scrittura che parte da una base leggera e ironica per affondare nella crudezza cronachistica degli scioperi alla Fiat di Melfi e nella disperazione delle prospettive future”.

I Cantieri Teatrali Koreja presentano Via (venerdì 9 ore 21.15). Dai nomi delle strade di un qualunque paese del Salento, lo spettacolo scava per raccontare una migrazione esemplare: dalle vie superficiali, che si perdono nei vicoli e nelle corti, alle gallerie sotterranee, che si rimpiccioliscono in cunicoli alti anche solo trenta centimetri. L’Italia del dopoguerra, gli accordi tra la nascente Repubblica Italiana e il Belgio, le miniere di carbone e la tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita molti emigranti originari di Puglia e Calabria.

 

Omaggio a Beckett

Una serata dedicata al drammaturgo irlandese del quale ricorre il centenario della nascita.

Il Teatrino Giullare presenta Finale di partitaallestimento da scacchiera per pedine e due giocatori (mercoledì 7, ore 21.15), spettacolo che ha raccolto unanimi, entusiastici giudizi da critica e pubblico. Il capolavoro di Beckett è vissuto in una partita a scacchi attraverso le possibilità di movimento di due pedine: la tensione e la partecipazione dei due attori-giocatori che muovono le pedine e pedine-personaggi che muovono una delle storie più significative ed enigmatiche della drammaturgia del Novecento. La rappresentazione è una sinfonia di mosse e contromosse, botte e risposte, pause, riflessioni, sospiri, rinunce.

Gogmagog sceglie i due atti unici Quella volta e Teatro II  (mercoledì 7, ore 22.30), per accostarsi all’opera del Maestro di cui ha nutrito la propria esperienza teatrale. I due testi, legati da una forte analogia di contenuto e al contempo assolutamente divergenti a livello formale, mettono al centro l’analisi della vita dell’uomo: In Quella volta è il protagonista stesso che si autoanalizza ascoltando le libere associazioni dei suoi ricordi di bambino, di giovane, di uomo maturo, che si susseguono senza soluzione di continuità. In Teatro II sono Morvan e Bertrand ad analizzare la vita del protagonista: un terzo personaggio di spalle rivolto verso una finestra aperta dalla quale probabilmente è intenzionato a buttarsi.

 

Scritture d’Oggi

Un percorso attraverso le diverse scritture per il teatro

Emma Dante con la compagnia Sud Costa Occidentale in Mishelle di Sant’Oliva (lunedì 5, ore 21.15), scolpisce un nuovo straordinario ritratto d’interno familiare, grottesco e dissacratorio, crudele e sensibile, casto e carnale. Una madre, chanteuse all’Olympia di Parigi, fuggita. Un padre che vive alla finestra in attesa del suo ritorno. Un figlio che accudisce quel padre da oltre dieci anni e che ogni sera nella piazza di Sant’Oliva si traveste.

Dopo il debutto romano, Francesco Randazzo porta in scena a Castrovillari con  gli Ostinati Otello - il Nivuru di Mazzaria (lunedì 5, ore 22.30), testo con cui l’autore e regista ha vinto il Premio Ugo Betti 2005 per la drammaturgia. Liberamente ispirata alla novella del Giraldi Cinzio e a Shakespeare, la nera vicenda di Otello trasposta ai nostri giorni, tra Mazara del Vallo e Lampedusa, nel crocevia d’immigrazione dall’Africa alla Sicilia, diviene una grottesca, sanguinaria pittura di una società eccessiva che corre verso la distruzione attraverso la menzogna e l’ignoranza che è trasposta ai nostri giorni.

Fanny & Alexander presenta Vaniada (martedì 6 ore 20.00 e ore 23.00), tappa conclusiva del progetto pluriennale Ada, cronaca familiare,  ispirato alla compagnia ravennate dall’opera di Vladimir Nabokov. Ada e Van, al termine della loro storia, ultracentenari, idealmente fusi in un solo archetipico essere, si trovano di fronte al grande dilemma della fine. Il tema del Tempo e della Memoria e dei suoi ambigui riflessi trova nel meccanismo linguistico proprio della sciarada, o più precisamente della “frase doppia”, il suo ambiguo centro nevralgico.

Tino Caspanello della messinese Compagnia Pubblico Incanto presenta in prima nazionale Rosa (giovedì 8, ore 22.30), un lieve racconto che svela gli affetti, le ragioni di un viaggio, le ragioni di una rinuncia. Quattro amici, la loro storia sospesa tra un eterno presente e un continuo vagare temporale, quasi imprigionati in una non volontà, una condizione in cui solo il gioco può alleviare il dolore dell’allontanamento e della perdita.

Marcello Cotugno con l’Associazione culturale Beat 72 riallestisce per Primavera dei Teatri una delle commedie più “cattive” di Neil LaBute, Bash (venerdì 9, ore 22.30), che ha già raccolto grande successo negli Stati Uniti e in Europa. La commedia ritrae in tre quadri un mondo dove non c’è più posto per gli antichi valori umani, la famiglia, l’amore, dove ciò che resta è solo una vana corsa verso il nulla. Un mondo come quello narrato nelle tragedie greche, che ispirano i tre quadri, efferato, crudele, violento, nel quale l’uomo par essere divenuto estraneo a se stesso.

 

Cantiere Calabria

Uno sguardo su tre progetti di ricerca scenica del nostro territorio

Centro RAT / Compagnia TeatroArte presenta Donne in Commedia (sabato 10, ore 19.30), uno studio che intreccia in piccoli nuclei il racconto in versi dei personaggi femminili della Divina Commedia e il racconto umano di Gemma Donati. “Nel percorso di indagine, la voce di Gemma Donati si è imposta profilandosi quale porta-voce del vissuto umano di quelle figure femminili, fino ad acquisire un carattere a-temporale e collettivo, testimone del passato e della modernità”.

Si ispira alla figura di Amleto e intreccia brani da William Shakespeare, Heiner Müller, Enzo Moscato Annibale Ruccello, John Updike Il figlio di Gertrude – Una storia di Napoli (sabato 10, ore 21.15), finalista al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2005, che Lorenzo Gleijeses interpreta diretto da Julia Varley, storica attrice dell’ Odin Teatret, nello spettacolo prodotto dal Teatro Stabile della Calabria.

Finalista al Premio Senario 2003, la Barraca presenta Silenzi (sabato 10, ore 22.30). Uno spettacolo per dare corpo, occhi, colori, suoni, oltre che tutti i silenzi, a quella dimensione interiore che fa sentire all’individuo di “essere” al di qua e anche al di là di ogni autocoscienza razionale, quella residua “angelicità” dell’essere uomini che solo nel Teatro può trovare lo spazio in cui esprimersi.

 

Seminari, Incontri, Mostre

A chiusura de La fucina di Hansel e Gretel (mercoledì 7, ore 18.00), Giancarlo Cauteruccio già ideatore e curatore del progetto “1906 Beckettcentoanni 2006”, condurrà l’incontro aperto al pubblico Ancora nei detriti di Samuel Beckett., nel quale affronterà i principali aspetti del teatro beckettiano analizzando in particolare Giorni felici, Finale di Partita e L’ultimo nastro di Krapp.

La riflessione sui nuovi linguaggi della scena, le nuove regole e le modalità della produzione teatrale offre nuovi strumenti e nuove occasioni di approfondimento e confronto tra artisti e istituzioni. Il festival, partendo dalle riflessioni già raccolte, prosegue l’analisi (giovedì 8, ore 15.30) in Organismi pubblici e promozione dei nuovi linguaggi scenici, seconda tappa del dibattito avviato lo scorso anno, coordinato da Rocco Laboragine, nel quale verranno discussi nuovi temi sull’urgenza di nuove forme di visibilità e di promozione del teatro contemporaneo. Interverranno Carmelo Grassi (Presidente ANART), Raimondo Arcolai, Pierluca Donin (coordinatori ANART), operatori, artisti e studiosi.

Ulteriore importante momento di riflessione e analisi del sistema teatrale regionale è la giornata di studio (martedì 6, ore 15.30) nella quale si raccoglieranno riflessioni e si promuoverà un dibattito su La Legge regionale sul Teatro di Prosa alla luce del suo primo anno di applicazione. Alla giornata interverranno rappresentanti delle Istituzioni e delle realtà teatrali regionali.

Compie trent’anni il Centro RAT - Teatro Stabile d'Innovazione della Calabria, una realtà che ha saputo resistere e reinventare le occasioni di pratica e di incontro con i linguaggi della scena in un territorio spesso trascurato dal sistema teatrale nazionale. L’importante anniversario sarà l’occasione per ripercorrerne la storia in una mostra e nell’incontro (venerdì 9, ore 16.30) con  relazioni e riflessioni.

In occasione dei vent’anni dei Cantieri Teatrali Koreja, la Compagnia Stabile d’Innovazione del Salento, Franco Ungaro raccoglie nel libro Dimettersi dal Sud, di prossima uscita per i tipi di Laterza, le difficoltà e gli ostacoli, l’entusiasmo e il sacrificio di fare teatro oggi nel sud d’Italia, promuovendo la ricca e complessa identità culturale di un territorio tra i più peculiari del nostro paese. Il libro, con prefazione di Goffredo Fofi, sarà presentato nell’ambito del festival (venerdì 9, ore 17.30).

La comunicazione tende oggi a fare di ogni accadimento un evento, al punto che nulla sembra esserlo davvero più. Franco Dionesalvi propone una riflessione su Evento e politiche culturali (venerdì 9, ore 18.30) in occasione della presentazione del numero monografico della rivista Ou.

 

 

La fucina di Hansel e Gretel

La sezione del festival tradizionalmente dedicata alla pratica laboratoriale, che offre ai giovani la possibilità di sperimentare le tecniche dell’arte scenica, è dedicata quest’anno a Samuel Beckett, drammaturgo che ha profondamente segnato il Teatro del Novecento. “Parlare di Samuel Beckett significa parlare con Samuel Beckett, parlare con la sua vita e la sua opera che sempre si sono compenetrate”, così scrive Giancarlo Cauteruccio, regista e interprete della Compagnia Teatrale Krypton, che condurrà il laboratorio Per un attore beckettiano (5, 6, 7 giugno). Raccontando e analizzando le sue messe in scena di Forse, Giorni Felici, Finale di Partita, dei tre allestimenti de L’ultimo nastro di Krapp, di Atto senza parole e Non io, Giancarlo Cauteruccio condurrà i partecipanti attraverso un percorso che intende affrontare l’analisi della drammaturgia beckettiana e di conseguenza l’approfondimento sul rigore di “esecuzione” che essa richiede.

La settima edizione del festival sarà inoltre il soggetto del laboratorio  video rivolto ai giovani Uno sguardo su Primavera dei Teatri coordinato da Massimiliano De Simone: appunti per immagini sulle attività quotidiane del festival, che costituiranno la video-testimonianza del lavoro, dell’arte, dell’atmosfera e delle emozioni del festival.

 

 

 

Scena Verticale

via G. Pace, 50  87012 Castrovillari (CS)

tel/fax + 39 0981 27734 tel +39 0981 26783

www.scenaverticale.it

info@scenaverticale.it

www.primaveradeiteatri.com

 

Ufficio Stampa

 Monica De Simone tel. 3492658936 monydes@libero.it

 

 
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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