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2006
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Mag

“Le linee e l’eco del mistero” di Gladys Sica

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Libreria Archivi del 900

Milano,  Via Montevideo, 9 cap. 20144 (zona Parco Solari/Porta Genova)

Metro Linea 2 fermata S. Agostino  Tram 14, 29, 30 t/f 02. 89 42 30 50

e-mail:libreria@archivi900.com web:www.archivi900.com

 

giovedì 11 maggio 2006, ore 19.00 INGRESSO LIBERO

INAUGURAZUIONE della mostra personale

“Le linee e l’eco del mistero” di Gladys Sica

e presentazione del libro

“Nel fuoco del silenzio–il viaggio” di Gladys Sica

vincitore del Premio Nazionale di Poesia "Antonia Pozzi, ed. Archivi del 900, Milano 2005

introduce Luigi Olivetti (editore Archivi del 900)

presenta Franco De Faveri (critico)

 

Letture bilingue dell’autrice Gladys Sica, artista visiva e poetessa italoargentina, e degustazione Vini Cantine Donna Lucia Franciacorta di Clusane d’Iseo.

 

La mostra, a INGRESSO LIBERO, proseguirà fino a sabato 27 maggio 2006; da martedì a sabato ore 10.00-14.00 / 15.00-19.00.

 

Gladys Sica si presenta con un programma assai nutrito, a trifoglio: c’è infatti da un lato la pittura, dall’altro la poesia e poi sullo sfondo la scultura, da cui proviene e che aleggia, magari come presenza assente, sul tutto. Guardando meglio, però, uno s’accorge che il trifoglio è in realtà un quadrifoglio, se non un penta o esafoglio: il programma pittorico è infatti assai articolato in sé; ci sono da un lato, e risaltano immediatamente all’occhio, gli ampi lavori a campiture e larghe macchie, spatolari come l’arnese, la spatola, con cui sono stati eseguiti; a fianco di essi, e ben distinta, si colloca la produzione più recente, a pennello (olio e colori acrilici), in rapido movimento verso l’informale; ci sono poi le incisioni su linoleum; in un altro settore ancora scopriamo però subito una produzione diversa, quella su cartone, minimalista, essa stessa con le sue articolazioni interiori: alla pittura vera e propria si affianca infatti un modo di formare del tutto peculiare, se non unico. Guardate da vicino: in vari cartoni la profondità non è ottenuta col solito effetto illusionistico, operando con la prospettiva, ma con un lavoro si scavo che scuoia il materiale  mettendone a profitto l’interiorità  concreta delle scanalature col gioco proprio delle ombre e della luce.

C’è un’unità di fondo che sorregge i diversi lobi del multifoglio? Direi de sì ed è dovuta ad un interessante interazione, ad un intergioco tra le due anime principali dell’artista, quella plastica e quella poetico-musicale.                                         

….L’oceano però è un’unita non solo come motivo pittorico, d’utile occasione (contate i quadri in cui le onde marine, nel loro ampio moto, appaiono sullo sfondo o anche sul proscenio), ma , più profondamente, unità esistenziale e archetipica, che preme “dal basso” e pulsa nell’immaginazione dell’artista: il mare, l’oceano, è infatti onnipresente a livello di connotazione, come si vede da un’analisi semantica. L’oceano è abissale, avvolgente, evoca il lontano, è mosso a perdita d’occhio, eternamente variabile nelle sue sfaccettature infinite. Ebbene, si leggano le poesie e si faccia attenzione al gioco verbale dei riferimenti: il “lontano” vi è ricorrente, con esso le “onde”, la partenza, il ritorno, la nostalgia dell’approdo e dell’impossibile riferimento fisso.

Franco De Faveri

Gladys Sica, nata a Buenos Aires il 12.09.59, è professoressa di Disegno, Scultura e Storia dell’arte. Partecipa a centocinquanta eventi fra mostre personali e collettive, premi letterari e artistici, dissertazioni e incontri, letture di poesie e nelle giurie di concorsi. Realizza, in Italia, la prima delle diciotto mostre  personali alla Gall. “Ciovasso” di Milano e numerosi Murales latinoamericani, due dei quali di m. 130 x 3. I suoi lavori sono presenti in cataloghi artistici e collezioni pubbliche e private d’Argentina, Italia, Francia, Svizzera e Spagna. Corrispondente in Italia della riv. "Generación abierta" d’Argentina, collabora con periodici italiani con recensioni su artisti, interviste e traduzioni di poeti. E' presente in numerose antologie poetiche e biblioteche. "Tenerezza animale" è il suo primo libro  di poesia pubblicato a Buenos Aires col concorso "Ramón Plaza", nel 1997. “Nel fuoco del silenzio –il viaggio”, vincitore del premio “Antonia Pozzi” di Milano, nel 2005, è il suo secondo libro pubblicato. Dopo aver attraversato l’oceano, varie volte, nei due sensi d’andata e di ritorno fra l’Argentina e  l’Italia, vive e lavora, ora, a Milano.

 

…nei lavori figure e sfondi procedono come una continuità - per grandi zone di macchie materiche – attraversata, ora, da linee, linee di forze che, a  volte, possono dare un’altra angolatura di visione, a volte, deviare  o integrarsi con il tutto…

 

Semplicemente rendere visibile "le invisibili forze" che ci arrivano da lontano o da fuori o da dentro e che,  inevitabilmente, sono parte formante(o deformante) dell’incertezza o del mistero del corso delle nostre vite.

Gladys Sica

…Non c'é metafora più terribile dello spaesamento in cui si riassume una condizione lirica e umana, profondamente sofferta. E' essa, direi, che riscatta il momento proteiforme dell'operare di Gladys, trattenendolo sul limite della sperimentazione gratuita e della bravura fine a se stessa. Proteo, il dio marino, anzi il mare, l'oceano reso antropomorfo, per l'Ulisside che é Gladys, é segno della labilità di chi cerca la radice… inseguito dalla nostalgia.                                     

(dal Catalogo “artepoesia” in sede)

 

Aggiunge mistero al mistero

un’eco d’inaccessibili mari.

 

C’è una zona di luce nel dolore,

nella notte delle nostre notti.

 

C’è un’attesa che ci aspetta

e c’è una possibilità impossibile.

 

C’è una zona d’ombra nell’allegria,

nella mattina delle nostre mattine.

 

C’è.

di Gladys Sica dal libro “Nel fuoco del silenzio –il viaggio” ed. Archivi del 900” Milano 2005

 
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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