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Giovanni Verga ()


    Giovanni Verga nacque a Catania nel 1840 e visse in Sicilia fino alla prima giovinezza; qui scrisse i suoi primi romanzi, Amore e patria, I carbonari sulla montagna, Sulle lagune, in cui appare legato agli schemi del romanzo storico alla Walter Scott.
    Il manifestarsi della vocazione narrativa lo portò ad abbandonare gli studi di giurisprudenza; dal '65 al '71 visse a Firenze, dove si avvicinò al mondo letterario e strinse amicizia con Luigi Capuana, l'altro grande protagonista e teorico del verismo italiano.
    A Firenze diede vita alle sue prime opere di successo, Una peccatrice e Storia di una capinera.
Importantissimo per la sua formazione fu poi il periodo milanese, dal '72 al '91, in cui entrò in contatto con l'ambiente della Scapigliatura: la tendenza culturale del tardo romanticismo, con l'esasperazione torbida delle tematiche romantiche, la descrizione di una società altoborghese molle e corrotta, predominano nella produzione verghiana di questo periodo, (Eva, Tigre reale, Eros), come pure nei primi romanzi fiorentini.
    Ma, soprattutto nelle più riuscite di queste opere, Eva e Storia di una capinera, si avverte anche la ricerca di un'analisi psicologica obiettiva, di un realismo che preannuncia la stagione verista di Verga.
    Il ritorno alle origini, alla Sicilia, al mondo degli umili e degli sconfitti, si ha nel '74 con la novella Nedda, a cui seguono i capolavori verghiani, le novelle Vita dei campi (tra cui ricordiamo Cavalleria rusticana, Rosso Malpelo, Jeli il pastore, L'amante di Gramigna - importante per la sua prefazione - e Fantasticheria), I Malavoglia, le Novelle Rusticane, Mastro don Gesualdo e il dramma Cavalleria rusticana, riduzione teatrale dell'omonima novella.
    Con alcuni racconti, lo scrittore si accostò anche alla vita delle plebi povere del Nord, ma queste opere, raccolte in Per le vie, Vagabondaggio, Don Candeloro e C., appaiono meno felici, così come Il marito di Elena e I ricordi del capitano d'Arce, che segnano un ritorno al mondo mondano e raffinato del periodo preverista.
    Dal '93 in avanti lo scrittore si ritirò nella città natale, dove visse una vita molto ritirata e solitaria; amareggiato dall'incomprensione che circondava la sua opera, non scrisse più fino alla sua morte, che avvenne nel 1922.

Numeri:
Annate: 2004 (2)
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