
Lupo Editore
(Lecce, 2010)
pag. 280, euro
15.00
Marco è il frutto d’una madre che manca.
Ma, anche, in contemporanea, di ben due padri. Due uomini che lo cresceranno. E
non un padre e un nonno, un papà e uno zio. Proprio, addirittura, due padri.
Insomma una coppia fatta da due figure maschili. Che sono stati, tra l’altro, e
lo saranno ancora, sia madre che papà: però; perché la mamma del poco
coraggioso Marco, protagonista indiscusso, comunque, di “E’ tutto normale” – per
colpa d’una malattia (massacrante quanto salvifica), la Eleonora già autrice di versi, morirà senza conoscere a pieno, senza poterlo analizzare
quindi, il tradimento del marito, dell’antropologo Carlo. In tutto questo, il
passato che non passa proprio, il futuro che s’annuncia molto, persino, più
minaccioso di quello che davvero è stato. Dove, infatti, Marco deve tornare a
casa, nel Salento, a festeggiare la laurea coronata da un ingombrante regalo
dei genitori del fresco laureato. E in mezzo a un viaggio, a dir poco
allucinante, per il protagonista del romanzo, che deve viaggiare con la mente e
con il corpo accanto alla sua fidanzata statunitense. Che per vizio di
famiglia, e non solo, non sopporta gli omosessuali. Proprio da questo, quindi,
possiamo dire, il racconto del giovane Luciano Pagano aumenta. Sia di mole che
di qualità. Di valore. Dopo che le prime pagine non erano, forse, quell’incipit
opportuno ad annunciare la freschezza di scrittura raccontata dallo scrittore
nato a Novara. Pagano, superando e superato il difetto delle primissime pagine,
spinge nel cuore gonfio gonfio delle vicende. Rendendo amabili soggetti come un
nonno che si presenta in forma di fantasma. O accattivanti figure simili, per
differenza, alla Kris ragazza del Marco già figlio di buona e più che
benestante famiglia. Questa nuova prova letteraria di Pagano, pur se vergata
del rumore sospetto del lieto fine, e non s’abbia paura d’anticipare il motivo,
è la giusta lettura che dice di sentire da altre angolazioni, oltre al fu valore
della sensibilità, argomenti che sanno d’ipotesi, trama a parte, e nonostante
la sua importanza oltre che il suo spesso intransigente dettato d’inattesa, di
percorsi che possono essere. Su tutto, ovviamente, l’indispensabile approccio,
originale finanche, ai temi di genitorialità e, soprattutto, paternità, e
all’apparentemente più pulsante ‘tema’ dell’omosessualità. Ma, soprattutto,
tutto letterario, nell’idea stessa di soddisfazione e felicità. Luciano Pagano,
con “E’ tutto normale”, consegna alla superficie del mercato librario italiano,
la profondità di tanta attualità sempre “problematica”. Si vedrà in avanti,
infine, che tipo di svolta e/o che genere di continuazione, l’autore, e questo
si sente molto, adottato dalla Puglia, vorrà sperimentare.
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