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Un Tipo Tranquillo
(di Giuseppe Petralia, pubblicato il 21/06/2010)
 
Guanda Editore
Pagg. 235 Euro 16
 
Lo scrittore fiorentino, dopo il suggestivo ed intenso “Morte a Firenze”, ci offre un’altra prova narrativa, cambiando registro narrativo. Al centro del’impianto narrativo  non vi è, questa volta,  il commissario Bordelli ( il personaggio creato da Vichi ), ma Mario Rossi, un ragioniere di 63 anni che lavora in una ditta di imballaggi a Scandicci. Conduce una normale esistenza, scandita dal tran tran quotidiano, divisa fra casa ed ufficio, non viaggia, non si conduce svaghi se non un cinema quando piove o una gita a Fiesole in una bella giornata con la moglie Gisella. I due figli, ormai grandi, sono andati via da casa e il ragioniere si rifugia nel suo “buco”, l’ex stanza della figlia, per ascoltare musica classica , in particolare la Cavalleria Rusticana, e bere qualche bicchiere di grappa. La sua vita viene ad essere sconvolta dalla morte, per trombosi, della moglie e i figli sono preoccupati per il futuro del padre. Ce la farà a “camminare“ da solo, con le proprie gambe, senza la moglie? si abbandonerà alla malinconia e cadrà in depressione? Preoccupazioni inutili perché Rossi, che qualche giorno prima della morte della moglie si era tagliato i baffi , quasi a voler cambiare immagine, vuole dare una sterzata alla sua vita, vuole cambiarla, riappropriarsi   della propria esistenza umana, fare le cose che non ha mai fatto, un po’ per pigrizia, un po’ per l’educazione familiare rigida “ Non è da te”, gli diceva, sovente, il padre. “Nella sua vita non aveva scelto, non era stato lui a decidere e la sua era una ribellione sconclusionata, come la corsa di un pietrone che rotola giù da un precipizio”. Aveva bisogno di ancorarsi a qualcosa,una qualsiasi e  doveva ricominciare da capo un’altra volta, anche se del suo futuro non sapeva nulla. Poteva succedere qualsiasi cosa”. Decide di ribellarsi a se stesso, alla squallida vita che ha condotto per 63 anni e va  in pensione. Parte per Roma dove,m tra le altre cose,  assiste alla morte di uno spacciatore di droga, si innamora perdutamente di una prostituta, dilapida un mare di soldi , ritorna a Firenze, città natale dove Vichi ambienta i suoi romanzi, ma è come lo scorpione che trova in cucina e rinchiude in un barattolo, non riesce a liberarsi da se stesso, dal proprio passato, ad inventarsi un’altra vita. Rimane prigioniero di se stesso, della propria esistenza umana, nonostante i suoi tentativi di cambiarla siano  numerosi, ma pericolosi in quanto la vita vissuta dopo la morte della moglie, sarà un continuo fallimento e lo porterà a compiere una serie di azioni sporche ed inutili, a riprova della doppia personalità che esiste in ciascun essere umano, della “bestia” che cova dentro ogni uomo e che può esplodere.  Il finale che ci regala lo scrittore fiorentino è molto suggestivo e prassi consolidata vuole di non svelarlo . Impianto narrativo solido e robusto, caratterizzazione del personaggio ottima, quello che caratterizza questo libro è sia la  storia ,  ma anche la scrittura: limpida, chiara, diretta ed immediata, priva di ricercatezze linguistiche perché a Vichi interessa trasmettere al lettore la sua storia che è un pretesto narrativo per  lanciare i suoi messaggi. Considerato, a torto, uno scrittore di libri gialli, anche per i suoi libri sul commissario Bordelli, lo scrittore pone l’attenzione sull’introspezione psicologica dei personaggi, sul loro vissuto, non a caso nel libro vi sono molti ricordi di Mario Rossi da bambino, riuscendo a mescolare egregiamente passato e presente. Un bel libro, una storia che riguarda tutti noi, perché tutti possiamo essere Mario Rossi.  
Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro "Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni" a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di "Trapani Nuova" e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de "Il Giornale di Sicilia". Collabora da dieci anni al periodico "Il Belìce", con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico "La Notizia-In" e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con "I libri della settimana" di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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