2013
8
Gen

Metallo d’ombra

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Metallo d’ombra – Alessandro Del Gaudio
 
Un’ombra cornuta si stende su Arsian e riempie i suoi sogni di inquietudine. Non è soltanto paura ciò che quella presenza trasmette al giovane: è un’invocazione che ha il gusto del passato che ritorna. Arsian non impiega molto a riconoscere la natura del suo visitatore e a chiamarlo per nome: Valkir. Quella creature meccanica è una sua creazione che credeva confinata nel mondo da cui proviene, l’Anello. Eppure il Valkir ha trovato un modo per tornare dal suo creatore. Chiama Arsian per nome e invade i suoi sogni, lo invita a unirsi a lui per diventare una cosa sola. Ma perché, si domanda il ragazzo, quella visita inaspettata avviene proprio in quel momento?
Alessadro Del Gaudio accompagna Arsian nel percorso di inquietudine che lo porterà a dare risposta a questa domanda. È un percorso che si estende in due direzioni, l’una protesa verso il passato e l’altra che, attraverso una metamorfosi fisica e interiore, porterà alla nascita di un nuovo supereroe.
Il passato è rappresentato da un misto di rimorsi e ricordi per un crimine commesso nel suo mondo di origine che ha costretto Arsian all’esilio forzato[1]. L’Anello, un mondo sotterraneo illuminato da un proprio sole, è abitato da esseri dotati di poteri che, agli occhi degli umani, apparirebbero sovrannaturali e in cui la tecnologia ha permesso di compiere passi da gigante rispetto a quella in uso sulla Terra. Ma l’Anello è anche il luogo in cui Arsian ha lasciato la sua famiglia, verso la quale coltiva nostalgia e sofferenza interiore[2].
“Metallo d’ombra” (Ed. Il Foglio 2012) mescola elementi che provengono dalla formazione del suo autore e che avevamo già individuato nelle precedenti produzioni: i manga giapponesi, i cartoni animati a cavallo gli anni settanta e ottanta, il fantasy, a cui si aggiunge la presenza di supereroi che bene si inseriscono nella scia dei fumetti americani della Marvel e della DC. Il testo è pertanto disseminato di citazioni o di semplici omaggi a quel mondo variegato da cui il romanzo attinge e prende forma: dalle corna del gigante d’acciaio che rimandano alle creazioni di Go Nagai[3] ai nomi delle vie e delle piazze che ricordano i fumetti americani (Wayne Street o Scott Summers Plaza), dal treno che attraversa mondi e dimensioni (che, nonostante alcune specifiche connotazioni assegnategli dall’autore, appare come un novello Galaxy Express[4]) all’armatura meccanica che troviamo sia negli anime che nei fumetti americani (Iron Man).
Questi continui rimandi, che costituiscono quasi un fortunato marchio di fabbrica dei romanzi di Del Gaudio, sono legati tra loro da una trama avvincente e originale che risulta maggiormente concentrata sull’avventura rispetto a precedenti produzioni più intimistiche. Se le pagine di “Metallo d’ombra” lasciano spazio anche all’introspezione e all’amore, non ci si trova di fronte a quel sapore vagamente shojo de “Le note di Nancy”.
I protagonisti, seppur non accantonando gli aspetti sentimentali e interiori della loro vita, sono infatti concentrati su un pericolo grave e incombente, che condiziona il loro stesso modo di vivere, che stravolge le loro abitudini e si insinua nella loro quotidianità: gli eroi mascherati della Confraternita sono scomparsi da Big City, proprio mentre alcuni super criminali seminano il panico tra la popolazione.
Grazie al Valkir, e alla fusione della sua natura con quella di Arsian, un nuovo essere prenderà forma. All’interno della sua anima si assiste a una battaglia tra la sensibilità del giovane e la “meccanica freddezza, [la] cristallina inclinazione alla battaglia, alla morte, alla distruzione” dell’essere di metallo. Se Arsian mantiene la consapevolezza di lottare per difendere Big City, al Valkir “non interessava la vita di quegli innocenti, gli premeva solo di combattere contro un nemico, che in questo caso coincideva con coloro che minacciavano la mia incolumità; egli ambiva alla loro morte, al loro annientamento”.
In questo connubio che porta allo scontro tra due identità, una delle due verrà meno o le anime contrastanti dell’eroe troveranno un punto di equilibrio? Chi si nasconde dietro la scomparsa dei supereroi di Big City? Potrà davvero, uno studente indifeso come Arsian, fronteggiare il predominio dei malvagi? La risposta a tutte queste domande è a portata del lettore e sembra essere contenuta nel titolo stesso del romanzo: Metallo d’Ombra.
 
Metallo d’ombra – Alessandro Del Gaudio
Ed. Il Foglio (2012)
ISBN 9788876063930
€ 14,00 - Pag. 170
Scheda del romanzo sul sito della casa editrice
http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Narrativa_Metallo_d_ambra.htm
Sito dell'autore: www.utenti.lycos.it/delgaudio
Blog dell'augtore: www.iburobar.wordpress.com  
 

[1] “Per alcuni la Terra è il confino, un castigo, la giusta punizione che tocca a chi si è macchiato di crimini e misfatti indicibili. È la peggiore delle sciagure per chi abita nel mio mondo, ed è questa la ragione per cui ci sono arrivato. All’inizio ero terrorizzato all’idea di venirci, avevo anche meditato il suicidio. Ma poi ho capito che per me era stata una grande fortuna essere spedito qui dopo essere stato condannato all’esilio”.

[2] “Avevo fatto tanta strada e questo faceva sembrare l’Anello come troppo lontano per poterci tornare. Sapevo che la mia famiglia viveva qualche migliaio di chilometri sotto i miei piedi, e che se avessi ripercorso quel viaggio a ritroso, fosse stato mai possibile, mi sarebbe sembrato di andare dall’altra parte dell’universo”.

[3] Arsian, proveniente da un mondo alieno, è senza famiglia esattamente come i protagonisti della famosa saga dei robottoni, e come loro fronteggerà un’invasione “aliena” grazie a un mostro di acciaio.

[4] “Quando comparve la scritta sulle porte del nostro vagone tirammo un sospiro di sollievo. Stavamo per scendere senza avere un’idea anche solo approssimativa di quanto avessimo viaggiato. Le facce degli altri passeggeri – quelli, chiaramente, che ne avevano una – si fermarono su noi due, spauriti e indifesi viaggiatori in cerca di una nuova patria”.

 

 
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:: Andrea Borla
''Dal 1996 collaboro con alcuni giornali locali della provincia di Torino. Parte degli articoli sono disponibili al seguente indirizzo. Collaboro da alcuni anni con Paravia Bruno Mondatori (Paramond) per le pubblicazioni rivolte alle scuole, presso la quale è stato inoltre pubblicato “Sicurezza nei luoghi di lavoro”
Ho pubblicato il mio primo romanzo dal titolo “In prima persona” con la Casa Editrice Il Foglio Letterario. Uno dei racconti del ciclo fantasy Rethor&Lithil è stato inserito nell'ambito del progetto A.L.I.C.E. per l'insegnamento dei principi della qualità nelle scuole medie inferiori e presentato nello stand del Ministero dell'Istruzione al Salone del Libro di Torino 2006. Le altre mie attività nel campo letterario sono disponibili all’indirizzo www.andreaborla.com''. Il racconto ''Elda'' è inserito nella raccolta ''666 passi nel delirio'' di pubblicato nell'ottobre 2006 presso Larcher Editore.
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