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2012
3
Ago

Dentro la scrittura

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Cfr (Sondrio, 2012), pag. 56, euro 8.00

 
Loredana Magazzeni s'occupa da anni di poesia. Ma soprattutto fa parte della Libreria delle Donne di Bologna. Precisazione indispensabile, si può dire, per capire intanto l'approccio alle dieci interviste di "Dentro la scrittura"; dialoghi, pubblicati originariamente su rivista dal 2000 al 2005, che sono discussioni tra una critica attenta ed equilibrata, poetessa in proprio direbbero i critici puristi o accademici, e penne che appartengono a generazioni anche differenti epperò legate, si capisce dalle loro parole, da più d'un elemento. Le voci poetiche incontrate e interpellate da Magazzeni sono intanto quelle di: Elisa Biagini, Maria Grazia Calandrone, Mara Cini, Vera Lùcia de Oliveira, Anna Maria Farabbi, Florinda Fusco, Milli Graffi, Rosaria Lo Russo, Maria Pia Quintavalla, Biancamaria Frabotta. Per esser onesti fino in fondo, comunque, dobbiamo in premessa precisare che se purtroppo non conosciamo affatto i versi di Biagini, Cini e Graffi. Che sappiamo di Rosaria Lo Russo e Maria Pia Quintavalla soprattutto grazie al web. Mentre un po' meglio conosciamo i versi di Frabotta, Farabbia, Fusco e Calandrone. E di quest'ultima, tra parentesi, abbiamo consapevolezza delle sue preferenze in termini di critica poetica. Fusco, per esser estremamente sinceri, l'abbiamo invece sentita e "vista" (aspetto che vale molto, poi si capirà perché) solamente alcune settimane or sono durante la Festa di Nazione Indiana nella pugliese Massafra di Pinto. "In questo ultimo ventennio - spiega a un certo punto Loredana Magazzeni - la poesia prodotta dalle donne ha moltiplicato la sua presenza per qualità e numero di autrici, raggiungendo una maturità e un’eccellenza maturate come metalli preziosi nel crogiuolo del secondo Novecento. Dalla prima antologia curata da Biancamaria Frabotta, 'Donne in poesia' (Roma, Savelli, 1976), studi specialistici ed antologie hanno avuto l’effetto moltiplicatore di allargare sempre più la conoscenza e l’apprezzamento per la scrittura delle donne. Credo nella novità di una 'critica affettiva', che sia in dialogo articolato e costante con l’altro/a e che si serva di 'un’attenzione insieme testuale e relazionale', 'scientifica e appassionata'. Questo modo di fare critica tiene conto dei corpi e delle vite dentro le parole, le contestualizza all’interno di un’epoca e dei luoghi, fedele e grato alla voce originale di ciascuna, che però sa far risuonare all’interno di sé. Così come ciò che ci attraversa, ciò che leggiamo o abbiamo letto, visto o lasciato, le persone che abbiamo incontrato, i padri e le madri terrestri e celesti che ci hanno nutrito, parlano ancora attraverso la nostra scrittura, di questo narrare interiore raccontano le interviste qui riportate, ancora spero fresche e vive d’esperienza". Premesso che il termine "narrare" lo 'rigettiamo' a priori, da qui si capisce quanto l'esperienza della Libreria con quella, per esempio, della rivista "Le Voci della Luna" siano caratterizzanti il libro. Rispetto ai territori comuni fra le penne troviamo spesso Anne Sexton e Amelia Rosselli. Come il richiamo a un periodo ben preciso del Novecento, dagli anni Sessanta agli Ottanta. Viaggiati, ancora, da numi tutelari, per paradosso, che si chiamano tanto Andrea Zanzotto quanto Adriano Spatola. Le poetesse rifiutano d'esser traghettate nello spazio asfissiante della "poesia femminile". Perché, appunto, non solamente la poesia non ha e non può avere generi. Ma, di più, ché le scelte stilistiche, contenutistiche ed esistenziali di queste dieci poetesse italiane rompono ogni schema: figuriamoci le appartenenze, fossero anche quelle a culto di dottrine ed esposizione caricaturale del corpo. Ognuna delle voci, insomma, spiega che l'importanza del corpo e dell'anima é il principio dell'ispirazione. Però a ogni modo é la loro originale interrogazioni a fare la poesia.
 
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