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2010
10
Mag

Accabadora

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Pagg. 165 Euro 18
Einaudi Editore
 
Con il termine sardo accabadora (s'accabadóra, letteralmente "colei che finisce", probabilmente dallo spagnolo r, "finire", "terminare") si soleva indicare una donna che uccideva persone anziane in condizioni di malattia tali da portare i familiari a richiedere questo servizio di eutanasia. La pratica non doveva essere retribuita dai parenti dell'anziano poiché il pagare per dare la morte era contrario ai dettami religiosi e della superstizione. Sulla  figura di questa donna e sull’ eutanasia, è incentrato  questo libro. Al centro dell’impianto narrativo, sullo sfondo della Sardegna degli anni ’50, è Tzia Bonaria Urrai,  una sarta che, sola al mondo,   senza figli, adotta come “fillus de anima”, la giovane Maria Listru. Ultima di quattro sorelle, bella, dotata di un’intelligenza vivace, la ragazza è abituata a considerasi sempre l’ultima nella vita ed è smarrita dalle attenzioni che le riserva l’anziana donna che ne fa la propria erede. La manda a scuola, la ricopre di vestiti, le insegna la “vita”, “ le cose giuste e le cose non giuste”.  Bonaria, vestita sempre di nero, esce sovente la notte, è un personaggio ambiguo, inquieto, misterioso quasi magico. Su di lei giungono alle orecchie di Maria  parecchie voci e  viene  sapere che è ’ l’”accabadora” , la responsabile  della morte di diverse persone, ultima quella di Nicola Bastíu, che chiedeva  continuamente a Bonaria di farlo morire,  al quale è stata amputata una gamba in seguito al ferimento dello stesso dopo aver cercato di incendiare  un podere. A svelargli il segreto ,il fratello di Nicola, Andría  Bastíu. La ragazza decide di partire per Torino dove va a lavorare, come dama di compagnia e baby sitter,  presso la famiglia Gentili , ma  viene licenziata  dopo che i genitori scoprono che ha una relazione sentimentale  con Piergiorgio. Ritorna a Soreni dopo che è stata avvertita da Andrea che Bonarìa sta morendo, cosa che avviene, dopo un lungo periodo di agonia, quando la donna riceve lo steso Andrìa che ha perdonato la donna di avergli  ucciso il fratello. La scrittrice inserisce, nel contesto della narrazione, altre figure come don Frantziscu, il parroco del paese (  il dialogo del prete con Nicola è uno dei capitoli  più interessanti della storia) , Giannina, la madre dei fratelli Bastìu, Anna Teresa Lustri, la vera madre di Maria. Ma è  la Sardegna,con i suoi riti, le sue magie, la vera protagonista del romanzo della Murgia e Soreni è un microcosmo  che rispecchia l’isola distaccata “ dal continente”, un posto dove “ la verità e il parere  della maggioranza sono due concetti  sovrapponibili e, in quella misteriosa geografia del consenso, Soreni era una piccola capitale morale”. La trama è bene articolata, i personaggi discretamente tratteggiati, i dialoghi, specie quelli fra Maria e Bonaria, sono costruiti sapientemente e  il libro si avvale di una scrittura scarna ma poetica  al tempo stesso. La Murgia descrive, con forza e vigore,  con un linguaggio sardo sapientemente recuperato , ad eccezione della parentesi piemontese, la storia di una donna e di un problema ( l’eutanasia) senza condannare, senza giudicare e si inserisce, a pieno titolo, nella tradizione letteraria sarda che annovera , tra gli altri, scrittori come Marcello Fois e Salvatore Niffoi, tanto per citarne due. Una scrittrice, la Murgia, che ci auguriamo sia di lungo corso e che ci possa regalare  libri  intensi come “Accabadora”.
 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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