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2010
14
Apr

La Mamma del Sole

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Pagg. 286 Euro 18,60 Garzanti Editore
 
Estate del 1933. Mentre la motonave Nibbio sta effettuando il suo ultimo viaggio sull’Oceano Atlantico, impresa voluta fortemente da Italo Balbo per festeggiare il decennale della costituzione della Regia Aeronautica, a Bellano arriva un’anziana donna, fuggita da un ospizio, per incontrare il vecchio  parroco del paese, don Carlo Gheratti. Si tratta di Maria Domenici, chiamata “Quale stagione”, in passato perpetua del parroco. La vede solo un giovane un po’ tonto, Amedeo e il sagrestano Bigè,  ma il parroco nega alle forze dell’ordine di averla incontrata. Dopo l’incontro con il parroco, scompare nel nulla. Contemporaneamente i carabinieri vengono incaricati di raccogliere informazioni su un’ex prostituta, Velia Berilli che vive, quarantenne ridotta in miseria,” senza denti ,né seno”in un casolare fatiscente, con il marito e con 14 figli, molti dei quali illegittimi.  La donna viene cercata non perché ha commesso un reato, ma perché il regime fascista la vuole proporre all’Italia e al mondo intero come un  esempio da seguire per i numerosi figli partoriti. Ad indagare su due casi, vi sono i carabinieri della compagnia di Bellano, guidata dal maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, coadiuvato dall’appuntato Misfatti che vive a tempo pieno il suo ruolo,  in considerazione della collaborazione della pettegola moglie, del brigadiere sardo Mannu e del carabiniere semplice Milagra che, grazie ad una obsoleta radio, segue giornalmente l’impresa della seconda crociera atlantica. Ai due casi si aggiunge il mistero del vetro del bagno della caserma che, per  ben due volte, va in frantumi e il maresciallo si deve pure occupare di questo problema. Non va dimenticata la figura del segretario provinciale del partito fascista, il cavaliere Vignetta che cerca di convincere il maresciallo ad aiutarlo ad avere informazioni sulla Verilli che “ nella vita aveva commerciato con una sola cosa” e che, fra gli altri, aveva avuto come amante , “innamorato dl fondoschiena della donna” proprio il Vignetta. Tre casi strani che fanno dire al brigadiere  sardo Mannu che, ad uscire a certe ore calde del giorno,  si rischia di essere colpiti dalla “mamma del sole”, una figura capace di far perdere il senno alle persone. I  carabinieri,  già presenti in altri libri del prolifico scrittore come “La modista” , “La figlia del podestà”, tanto per  citarne due,  sono i veri protagonisti di questo libro che riserva al lettore sorprese a iosa. Vitali imbastisce un impianto narrativo di grande respiro,  ricco di vicende che si intersecano egregiamente, senza stancare mai  il lettore.  Un romanzo, ambientato come altri precedenti, in pieno regime fascista, dove diverse sono le scene grottesche  che fanno sorridere :basti  pensare alla figura del vetraio Seccanati, sempre con un cartone in mano per l’afa estiva che impiega intere giornate per sostituire il vetro della caserma,  o il sagrestano Bigè che ha l’abitudine di ascoltare le confessioni dei parrocchiani e che è indeciso se spedire una lettera anonima a Maccadò per spiegargli la storia dell’incontro fra il vecchio parroco e Maria. Lo scrittore inserisce, nell’impianto del contesto narrativo, anche la storia di un figlio, alla cui madre viene comunicato che è nato morto per essere adottato da una famiglia, tratteggia benissimo la figura di Scudiscia, la  perpetua del parroco, l’intera comunità di Bellano, paese natale di Vitali dove ambienta tutti i suoi romanzi. Dopo i due romanzi brevi, il magistrale giallo “ Dopo lunga e penosa malattia” e “ Pianoforte vendesi”, Vitali ritorna al romanzo corposo, animato da una miriade di personaggi , a intrecci narrativi perfettamente riusciti. Qualcuno ha definito i libri dello scrittore di Bellano, libri da “ bere”, perché si leggono in un paio d’ore, in considerazione che le trame imbastite coinvolgono il lettore dal’inizio alla fine. Uno scrittore, Vitali, che è riuscito a mettere d’accordo, per i suoi romanzi, il pubblico e la  critica letteraria.
Giuseppe Petralia
 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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