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2009
2
Nov

Nel nome del padre

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Pagg. 193 Euro 14,50
Guanda Editore
 
E’ la vigilia di Natale, una festa per tutti, ma non per Luca che, solo e disperato, è sprofondato in una poltrona, abbrutito dall’alcol e al dolore, nel tentativo di suicidarsi. Il telefono squilla inutilmente a vuoto, l’uomo non risponde e, con una serie di flashback, lo scrittore ripercorre la storia di Luca, il matrimonio con Sonia, la decisione di crearsi una famiglia, la nascita della piccola Alice, la separazione molto dolorosa, la  “rinascita” di Luca che incontra un altro amore, Gabriela, una ragazza cilena. L’ennesimo libro sulla crisi di coppia? No,  Biondillo,   famoso al grande pubblico per  i libri gialli che vedono protagonista l’ispettore Ferraro come “Per cosa si uccide”, “Con la morte nel cuore”, tanto per citare due titoli, cambia registro narrativo e ci regala un libro sulla crisi degli uomini separati che sono, sovente, impossibilitati a vedere i propri figli, affidati dai giudici, quasi sempre, alle madri. Uomini che si ritrovano da  soli, a combattere una battaglia per far valere i propri diritti,  che debbono sopportare le angherie delle mogli che approfittano di un vuoto legislativo, (colmato in parte con la legge 54 del 2006 che sancisce l’affidamento condiviso dei figli),  per ricattare i loro ex mariti, privi di diritti e pieni di doveri. Luca cerca disperatamente di stare con Alice almeno qualche giorno la settimana,  l’ex moglie fa tutto il possibile per impedirlo, vuole che la bambina instauri un buon rapporto con Sandro, il nuovo compagno e a Luca, non resta che iscrivesi ad un’associazione di padri separati per cercare di stare con Alice, perché,  come dice all’avvocato che lo difende, “sono sei mesi che non vedo mia figlia”. Nel nome del padre è un libro struggente, intriso di  un profondo amore di un padre per una figlia, che mescola presente e passato, ricordi di Luca da giovane, rimpianti e rimorsi. Il protagonista  non vuole ripetere gli errori del padre che lo ha abbandonato da piccolo, vuole vivere la propria vita con Alice, consapevole la bambina non è un oggetto, non è proprietà d nessuno, appartiene a se stessa, ma deve essere lei a decidere con chi stare quando sarà grande e, adesso, non certamente  un giudice.  Nel  libro Biondillo inserisce figure tratteggiate egregiamente come gli amici Michele, poliziotto, separato anch’egli dalla moglie e   Totino, ex compagno di avventure in gioventù,  con il quale suonava in un complesso,  che gli regala una tastiera all’insegna di “riprenditi la tua vita”. Il libro non è un atto d’accusa contro le donne, ma è a favore dei padri e  regala intense  emozioni perché lo scrittore tratteggia personaggi e situazioni vere,situazioni difficili, angoscianti,  specie quando la separazione fra i due persone,  come nel caso di Luca e Sonia, diventa,  “ una guerra” fra i due coniugi, anche se a pagarne le conseguenze sono sempre  i figli.
 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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