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2007
4
Ott

Francesco Recami (Il correttore di bozze)

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Francesco Recami ha dato alle stampe, per la casa editrice Sellerio, il libro Il correttore bozze. Un romanzo originale, che sta riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica,  con due trame narrative che si intersecano e con un finale aperto a diverse soluzioni. Un libro innovativo, particolare per il  panorama letterario italiano,  dominato da incubi e dalle ossessioni. Non è facile descrivere la trama del libro e non lo intendiamo fare per rispetto verso i lettori che non hanno ancora letto il volume. Recami ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune mie domande.
 
1)     Recami, il correttore di bozze è un uomo solitario, che vive quasi in miseria, usa il lapis, tre evidenziatori  e tre post-it. Lei ha svolto in passato,  questo lavoro. Vi sono elementi autobiografici?
 
Considerando quello che il Correttore finisce per fare spero proprio di no, di non arrivare a quel punto. Ho corretto tante bozze, e le correggo tutt’ora. Più che altro per lavoro mi capita di tentare di “raddrizzare le gambe ai cani” su testi altrui. Un lavoro spesso ingrato, ma su questo mi sono intrattenuto abbastanza nel libro.
 
2)     Il correttore di bozze deve correggere un testo narrativo infarcito di refusi, di errori grammaticali, di errata costruzione del periodo, ma l’editore pressa affinché  il libro venga stampato. E’ una critica al mondo editoriale che pubblica, sovente,  libri di poca importanza?
 
Bisognerebbe mettersi d’accordo su che cosa si intende per “libri di poca importanza”. Un romanzo che vende bene non è mai, per un editore, di poca importanza. Però tutto ha un limite. E poi il Correttore di bozze, più che con l’editore o con l’autore, finisce per prendersela con il lettore: se vengono pubblicati certi libri, che al correttore fanno schifo, è perché sono quelli che vuole il lettore. All’editore, sotto un certo aspetto, può anche interessare che il lettore non sia di gusti eccessivamente raffinati.
 
3)     Le bozze del romanzo narrano di una donna di mezza età che viene adescata ,all’interno di un supermercato  da un giovane,. “La marchetta”,  con il quale fa l’amore. Poi la donna scompare per quattro giorni e ricompare dopo che della vicenda si è occupata la trasmissione Chi l’ha visto? E’ una critica alla tv?
 
No, direi che semmai è una critica a coloro che infarciscono le proprie fatiche letterarie di termini, personaggi, luoghi e slogan televisivi, alla ricerca di una immediata riconoscibilità, travestita da iperrealismo. Inoltre a me Federica Sciarelli piace fisicamente.
 
4)     Nella vicenda narrata si inserisce il correttore di bozze, che ci ricorda ,  lei lo accenna, al correttore di Steiner e vi sono passi del libro dove regna il caos, il disordine mentale. Si può dire che il romanzo è anche il contrasto fra ordine e disordine dove le ossessioni recitano un ruolo importante?
 
La domanda è impegnativa, ma si potrebbe anche rispondere brevemente con un sì. Però, almeno in questo libro, non c’è una corrispondenza ossessione-disordine vs razionalità-ordine. Talvolta quando uno in un romanzo non ci capisce niente  ricorre a termini come “follia”, “delirio” “ossessione”, ma a me paiono scorciatoie per chi dispone di poco tempo. In una storia l’ordine è rappresentato di solito da una struttura inizio-svolgimento-finale, in questo testo ciò non avviene. Quindi è un testo disordinato, se si vuole, costruito da una mente estremamente ordinata, che non è la mia.
 
5)     Il suo libro non è facilmente etichettabile: non è un noir,  non è un romanzo esistenzialista, è un libro originale sia per la trama che per lo stile. E’ soddisfatto di questo risultato?
 
Sì, molto, per me è un libro eccezionale. Sarei proprio un cretino se pensassi il contrario. D’altronde non dispongo di quella che si chiama “cifra letteraria”, questo è un libro strano, ne sono contento, ma lungi da me l’idea di classificarlo. Non pensavo mai che lo avrebbero pubblicato.
 
6)     Il lettore,  leggendo il suo libro si trova smarrito, incapace di trovare soluzioni al giallo del manoscritto. Era questo, tra gli altri,  il suo obiettivo  quando ha iniziato a scriverlo?
 
Ho cominciato a scrivere questo libro una decina di anni fa, e non sapevo di preciso dove sarei andato a parare. Poi il romanzo, se così si può chiamare, ha preso alcune tangenti. Una fra queste è quella di procedere, programmaticamente, contro le aspettative del lettore, almeno di quel lettore che necessita di una quadratura del cerchio, che i fatti tornino, per andarsene a letto tranquillo. Sono consapevole del fatto che Il correttore di bozze non è un ansiolitico, ma un ansiogeno. D’altronde escono in libreria migliaia di volumi a scopo ansiolitico, se ne potrà fare uno ogni tanto che non mette il lettore a suo agio? Comunque la soluzione, per chi ne ha bisogno, c’è, ed è unica e inattaccabile, ed anche estremamente evidente.
 
7)     Ha dei modelli di riferimento letterari?
 
A questo domandone non saprei cosa rispondere. Mi sarebbe più facile elencare le mie avversioni. Non ho fatto studi letterari.Comunque seguirò la tipica strategia per la risposta a questo genere di domande, e cioè citare qualche classico e qualche perfetto sconosciuto. Lo sconosciuto, almeno in Italia è Hervé Guibert, e i superclassici sono Zola e Robbe-Grillet. Stranamente tutti francesi. Però mi hanno detto degli esperti che il mio stile ricorda quello di Nicholson Baker. Sta di fatto che non l’ho mai letto.
 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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