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2007
17
Giu

Lo stress dell'insegnante

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Strategie di gestione attiva
 

 

 

Sappiamo bene come oggi la vita lavorativa comporti, in tutti i settori, una notevole quantità di stress: i ritmi incalzanti dell’ufficio, le continue pressioni per prestazioni sempre più precise e rapide, i difficili rapporti con i colleghi e datori di lavoro, nonché, dove il lavoro lo richieda, la fatica del rapporto con la gente, sono tutti fattori che provocano stress in tutti i lavori, e non solo quelli dell’insegnante.

Il libro di Di Pietro e Rampazzo, Lo stress dell’insegnante, della casa editrice Erickson è un utile strumento per analizzare i motivi di stress, che sono propri del mondo dell’insegnamento, ma che possono essere facilmente applicati anche ad altri ambiti lavorativi.

L’idea centrale è che lo stress sia una condizione di disagio del nostro organismo, che compare quando le pressioni dell’ambiente richiedono da parte nostra nuove forme di adattamento: in questo senso lo stress è un fenomeno inevitabile e anche può avere una valenza positiva, perché accompagna i cambiamenti.

Lo stress è, dunque, determinato dall’ambiente, come può essere per lo stress causato dall’organizzazione scolastica, dalla politica ministeriale, dal rapporto con i colleghi e con la classe. Allo stesso tempo, però, il modo in cui reagiamo alle situazioni stressanti dipende da noi, dalla nostra capacità di non lasciarci governare dai cambiamenti imposti dagli altri, ma di reagire positivamente, controllando e diminuendo quella parte di stress, che non è necessaria ed è causa solo di ulteriori malesseri.

Di Pietro si rifà alla Terapia Razionale Emotiva, fondata da Ellis negli Stati Uniti negli anni ’50, che ha gettato le basi della prospettiva cognitivo comportamentale e di cui Di Pietro stesso è il più importante divulgatore in Italia.

Questa teoria psicologica presenta strategie di gestione attiva dello stress, a partire dalla capacità di modificare il proprio modo di sentire e pensare le situazioni che ci capitano.

Basta scorrere rapidamente l’indice, all’inizio del libro, per capire quanto gli autori abbiano voluto creare un testo estremamente leggibile e concreto, che presenta parecchi spunti pratici per migliorare le tante situazioni della vita dell’insegnante, che sono causa di stress.

Dopo i capitoli introduttivi che presentano i modi per capire e valutare lo stress, gli autori illustrano, infatti, diversi campi di intervento per la vita quotidiana: dalle indicazioni per superare le emozioni negative e per migliorare l’auto-stima ai consigli per organizzare meglio il proprio tempo, condurre le riunioni e i gruppi di lavoro, affrontare i rapporti difficili, condurre efficacemente la classe e migliorare il proprio stile di vita.

Come dicevo all’inizio, e come si può vedere dai titoli dei diversi capitoli, molto materiale può essere interessante non solo per gli insegnanti, ma anche per buona parte delle persone interessate all’argomento.

Un pregio sicuramente importante di questo libro è l’abbondanza del materiale che può essere usato per la valutazione e per la messa in pratica di quanto il libro stesso propone: ogni capitolo è arricchito da tabelle, schemi, materiale di diverso genere, che può essere usato nei gruppi di formazione con gli insegnanti. Molto ampia è anche l’appendice finale: con più di 20 pagine di schede, che riprendono quanto proposto nei diversi capitoli e approfondiscono alcuni argomenti, come il rilassamento, l’autoanalisi e alcuni suggerimenti per comprendere e applicare su sé stessi i fondamenti della Teoria Razionale Emotiva.

Sicuramente questo tipo di approccio richiede una discreta capacità di auto-conoscenza e controllo, che non risulterà facile a tutti da applicare, però il merito di questa impostazione è quello di essere estremamente facile da adattare alle situazioni della vita quotidiana e ricca di spunti interessanti dal punto di vista psicologico, senza bisogno di essere degli specialisti del settore.

Il testo può essere un’utile lettura per tutti coloro che vogliono almeno farsi un’idea di come affrontare meglio la condizione stressante dell’insegnamento individuando alcuni elementi di fondo su cui operare.

Naturalmente non tutto nell’affrontare le situazioni stressanti, dipende dalla nostra buona volontà, però un atteggiamento più sereno può sicuramente aiutare e, in questo senso, il libro di Di Pietro- Rampazzo è uno strumento molto interessante.
 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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