2007
16
Feb

Come Dio comanda

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Bissare il successo di “Io non ho paura”, fortunato best-seller, non era certamente un’operazione facile, ma lo scrittore romano, dopo cinque anni di silenzio, è riuscito a centrare nuovamente l’obiettivo. La vicenda ci presenta l’amore che lega un padre ed un figlio: Rino e Cristiano Zena, uniti da un rapporto di violenza, di sopraffazione. Da contorno lo scrittore inserisce altri personaggi come Danilo Aprea, abbandonato dalla moglie Teresa, che vuole riconquistare, dopo la morte in auto della loro figlia, e Quattro Formaggi, un uomo che vive solo, dedito alla costruzione di un presepe, rimasto colpito da una scossa elettrica che lo ha menomato nel fisico e nella a psiche. Un uomo che trascorre in solitudine la sua vita, vedendo continuamente casette porno e che, in una orribile notte di pioggia e di tempesta, mischia la fantasia con la realtà con tragiche conseguenze. Personaggi che vivono ai margini della società, in un quartiere degradato popolato dal centro commerciali “Quattro camini”, “dove si trova tutto, tranne i libri”, da capannoni industriali, da campi abbandonati, in attesa di essere lottizzati, soli, in compagnia della loro solitudine. I quattro decidono di dare una svolta alla loro vita decidendo di rapinare un Bancomat della locale banca, ma la decisione assunta avrà conseguenze negative per il gruppo di amici. La trama del romanzo è corposa e abilmente orchestrata da Ammaniti che ha il pregio di mettere in evidenza, e questa è la caratteristica principale di uno scrittore, diversi conflitti: quello fra il padre e il figlio, quello di Quattro Formaggi con il mondo intero, il perenne conflitto di Danilo con l’ex moglie, in senso lato i conflitti degli amici con l’intera società che li ha abbandonati al loro destino. Compare la figura di Peppe Trecca, l’assistente sociale che ha il compito di occuparsi di Cristiano, ma ha dei problemi dovuti ai sensi colpi per essersi innamorato della moglie del suo migliore amico. Un libro corposo, con una trama narrativa abilmente orchestrata dall’autore. In tutte le numerose pagine del romanzo, avvincente e mai monotono con dei dialoghi interessanti , specie quelli interiori dei personaggi, è presente Dio. I protagonisti si affidano a Dio, sostengono che “come Dio comanda”, un Dio , per Ammaniti, assente “vicino alla bocca degli uomini, ma lontano dai loro cuori”. “Come Dio comanda”, al di là della trama narrativa e della parte centrale del romanzo, la migliore che regala al lettore forti emozioni, è un libro duro, amaro ma reale, che non concede nulla né al facile sentimentalismo,né al pietismo. I personaggi non hanno una vita serena e non è facile che il giovane Cristiano possa avere, in futuro, una esistenza normale e felice. E’ un ottimo libro specchio fedele, in senso lato, dell’Italia di oggi e delle sue infinite contraddizioni.

 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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