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2007
12
Gen

Io, prete gay

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La casa editrice non è certo underground, ma l’argomento decisamente sì. Mondatori pubblica “Io, prete gay”, un volume curato da Marco Politi e che raccoglie l’esperienza di un sacerdote italiano alle prese con la scoperta, dopo l’ordinazione, della sua omosessualità.

La lettura, per me inaspettatamente interessante e istruttiva, rivela un racconto intimo, mai volgare, che mette in luce le contraddizioni e le lacerazioni di chi si trova diviso tra l’amore per Dio e il trasporto della sessualità e degli affetti, tra il voto di castità e l’ostracismo della gerarchia ecclesiastica, tra il desiderio di vivere apertamente la sua scoperta nella Chiesa e la solitudine di chi è condannato a una vita di clandestinità.

“Tutti noi essere umani non siamo trasparenti, viviamo più o meno con una maschera. Gli omosessuali ne hanno una di più. I preti omosessuali due.”

Gli anni del seminario, la vocazione, il sacerdozio, la scoperta della propria natura, la deriva nel sesso fine a stesso, l’abbandono della vita clericale, un rapporto stabile vissuto con “quella gioia speciale che si ha quando si sa di essere motivo di gioia per l’altro.” Poi il riavvicinamento alla Chiesa.

E proprio all’atteggiamento di quest’ultima è riservato grande amore, ma al contempo grande amarezza: “agli omosessuali i confessori sembrano voler dire… se non hai un compagno… se hai delle cadute… puoi risollevarsi, pentirti e andare avanti. Però se non è così, se hai un rapporto vero, neanche l’assoluzione ti viene concessa perché vivi nel peccato.”

Eppure, il prete, ammette che la prima condanna viene da se stessi: “visto che la posizione ufficiale della Chiesa è praticamente soltanto negativa, si scatena un processo di autopunizione che il più delle volte colpisce preti che credono profondamente e per i quali i sacramenti, le Scritture, dire messa hanno un valore fondamentali. (…) In molti (…) è forte la tentazione di gettare la tonaca alle ortiche.”

Un libro vero, un viaggio delicato nella vita di un uomo che vince la propria ritrosia e riservatezza nel raccontarsi e che chiede, prima di tutto, “non giudicate”. Ho scoperto che per uno come me, eterosessuale e che ogni tanto si ricorda di essere credente, è un invito stranamente semplice da seguire.
 
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:: Andrea Borla
''Dal 1996 collaboro con alcuni giornali locali della provincia di Torino. Parte degli articoli sono disponibili al seguente indirizzo. Collaboro da alcuni anni con Paravia Bruno Mondatori (Paramond) per le pubblicazioni rivolte alle scuole, presso la quale è stato inoltre pubblicato “Sicurezza nei luoghi di lavoro”
Ho pubblicato il mio primo romanzo dal titolo “In prima persona” con la Casa Editrice Il Foglio Letterario. Uno dei racconti del ciclo fantasy Rethor&Lithil è stato inserito nell'ambito del progetto A.L.I.C.E. per l'insegnamento dei principi della qualità nelle scuole medie inferiori e presentato nello stand del Ministero dell'Istruzione al Salone del Libro di Torino 2006. Le altre mie attività nel campo letterario sono disponibili all’indirizzo www.andreaborla.com''. Il racconto ''Elda'' è inserito nella raccolta ''666 passi nel delirio'' di pubblicato nell'ottobre 2006 presso Larcher Editore.
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