2006
30
Nov

Vorrei che fosse lei

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Andrea Zanardi, infermiere genovese quarantenne, ha un unico interesse: sedurre il maggior numero di donne possibili. E’ il protagonista di questo libro dello scrittore ligure che, dopo il felicissimo “Che cosa ti aspetti da me?” (uno dei più bei libri pubblicati negli ultimi anni) ritorna alla narrativa. Cosa deve fare per risolvere il problema Andrea? entrare in psicanalisi? rievocare il proprio passato ala ricerca delle radici della sua “ malattia”? sceglie quest’ultima soluzione grazie a Guru,  un monaco buddista che conosce in un ospedale giapponese e che lo invita a cercare di comprendere il segreto del suo insuccesso. Andrea, da giovane, non riusciva ad instaurare rapporti né sentimentali, né sessuali con le donne: goffo, impacciato, nessuna ragazza lo guardava, non poteva vantare un solo successo, riusciva a prendere dalle donne solo “legnate”. Chiuso nel monastero Andrea compie una sorte di “viaggio” sentimentale interiore. Ripercorre le tappe della sua formazione sentimentale, ma soprattutto sessuale. Licalzi ci offre diversi ritratte di donne: dalla  prima ragazza baciata, o per meglio dire il bacio all’apparecchio  dei denti che portava, a Monica, la sua prima fidanzata che si nega a lui ma intraprende una storia di sesso con  Bagheere, all’esuberante  caposala siciliana  Nina Corallo, uno dei capitoli più interessanti,  che gli insegnerà, a lui,  digiuno di sesso, le tecniche e molto sulle donne (personaggio che ritroveremo, con sorpresa, nelle ultime pagine del libro) alla dinamica e sportiva Giovanna con la quale riesce a convivere per otto mesi, alla psicanalista Ilsa, “la belva delle SS”,  a “Mistero”, all’”Anoressica”, la prostituta con la quale va a letto per la prima volta,  non riuscendo, naturalmente, a fare sesso. Ritratti di donne diverse, diverse facce della stessa medaglia. Donne dalle quali il protagonista fugge perché “ le mando via perché è come se volessi mandare via quel me stesso che non sono”. Il finale del volume è sorprendente, originale e liberatorio per il nostro tombeur de femmes, un finale intenso,  altamente poetico, dolce.  Al di là della trama narrativa e  dei numerosi personaggi femminili, felicemente tratteggiati, su tutti prevale la superfemmina  Nina Corallo, quello che caratterizza il libro è la scrittura: fortemente ironica, a tratti esilarante,  sarcastica, ritmica, incalzante. Licalzi ha il merito di prendere per mano il lettore e di  accompagnarlo, in maniera eccellente, in questo viaggio sull’universo femminile facendolo ridere e certe storie narrate sono da antologia.  Ci regala storie d’amore, di sesso, sfuggendo alla retorica, ma usando un linguaggio personale, unico e confermando le sue ottime capacità di narratore. Per chi volesse saperne di più su Andrea Zanardi esiste un sito: www.andreazanardifunclub.it

 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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