2006
18
Nov

Fuori Mercato, Nordex

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UNA RELAZIONE IMPOSSIBILE

 

Letto oggi, 19/06/2006, in Ceglie Messapica (BR)

 

 

Si tessono, questi due lavori di Giuliano, su uno sfondo storico, critico, letterario ed artistico in generale.

In una relazione impossibile tessono le linee della politica e cultura italiana contemporanea; e chiamano, così, il lettore del nostro tempo ad una attenta valutazione del nostro tempo e Paese, partendo da una denuncia e da una istanza.

 

Sono lavori “impossibili”, come “impossibili” marmocchi minorenni sgridati dalle madri.

Sono lavori fastidiosi, come malattie esantematiche.

Lavori densi, cadenzati, finanche poetici, se la poetica oggi è ancora non solo arte, ma ordinamento socio-culturale d’una comunità retta da regole codificate.

Sono lavori intellettuali. Quei lavori ai quali un tessuto ed un sistema socio-economico hanno voluto – tramite imbrigliature di diversa forza brutale e “clannica” (creazione di reticolati sbarranti l’ingresso delle menti più valevoli della Penisola) – privarci.

 

Un libro-giornale si trasforma ne: l’informazione che manca, l’anelito al bello che soccombe, il sottostare al teorema escludente.

Un libro-giornale che non è, eppure rimane, un antico annale; e, contemporaneamente, richiama scritture contabili, fiabe da marchette più che marketing, e sigla un’età, una classe dirigente, un’informazione asfissiante e settario-dirigente.

 

Immagini-disegni dal sapore neo-futurista accompagnano parole dure vere studiate, informazioni riproposte, storia della politica di palazzi fatti di banchi e poltrone e palazzi fatti di catene di montaggio. Palazzi dorotei, palazzi leghisti, in quella relazione impossibile che pure c’è stata e per la quale pare esser lungo il tramonto, complessa la coesistenza, rigido l’evitamento della netta tranciante separazione.

Ci viene mostrato come nulla o quasi possa intaccare un potere strutturato, stratificato, inanellato a catena di Sant’Antonio perfetta.

 

L’arte della vendita ha svenduto ogni coscienza, e la meritocrazia è teorema utopico, città sconosciuta.

E se i roghi reali non si vedono, l’Inquisizione può essere scoperta ancora oggi tramite gli occhi degli eretici. E gli eretici sono nel mondo alternativo, nella non assoluta rinuncia alla globalizzazione; e, soprattutto, hanno da fare i conti con le proprie battaglie di memorizzazione e lotta per quei principî che, morte le ideologie, non possono e non vogliono morire d’arsura.

I mercantilisti del nostro tempo muovono, sul loro scacchiere, re famiglie e regine. Li muovono tramite pedoni estremamente mediocri e, financo, intellettuali asserviti: una “buona” e forte corte ottiene l’artista per commissione. Valga Bach come esempio per tutti: uomo pavido che regalò melodie sublimi, cadenze di marce spinte verso un profumo di libertà, che ebbe il dono di creare e non comprendere, non sentire.

 

L’intellettuale è spesso proprio quel tappo di cui l’amico Ramazzina ci notizia; con quest’opera di informativa che sul “grande inquisitore” e “i sacrificati” e, perché no, “gli amici”, amico Giuliano… Ormai t’ho chiamato amico e non posso tornare indietro, ma perché Galeotta fu la spada che tagliò la testa a Dorotea, santa dell’amicizia e gli amici, trasversali ginniche d’ogni parrocchia, ancora stanno […] in maggioranza ?

Forse anche noi – tutti quelli che dovremmo stare da un’altra parte – siamo intrappolati in relazioni impossibili. Ma, a differenza dei pesci, abili nuotatori muniti di forti caudali, lasciamo scipparci i liquidi amniotici da sotto le branchie, e soffochiamo nell’alter, sino a permettere che diventi alter-ego, o meglio: ego-alter.

Sono passati gli anni, […] uno sta con Berlusconi, l’altro con Prodi e il resto, quando può, su internet. Viva l’Italia!

 

 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Giuliano Ramazzina, scrittore, saggista e giornalista italiano, è nato a Rovigo. Attualmente lavora a “Il Resto del Carlino” quale vicecapo servizio.

Le due opere recensite sono contenute in un librale dalla doppia copertina. “Nordex” reca il prezzo e il logo dell’editore (Novarete.it, editore on e off line, 2005). “Fuori Mercato”, credo per precisa scelta, non riproduce il logo.

Le due opere sono legate dal loro stesso contenuto, ben interpretato dai disegni di Massimo Soprano. Uno in particolare fa da collante unitario, e rappresenta il Nordest che guarda accecato l’orizzonte e volta le spalle al passato. Il passato, se risfogliamo il lavoro, è “Fuori Mercato”; l’orizzonte è se medesimo, in primo piano, occhialuto doroteo capovolto.
 
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:: Monica Cito
Monica Cito è nata a Telese Terme (Benevento) nel 1972. È laureata in Giurisprudenza e collabora colla rivista giuridica on line www.diritto.it scrivendovi articoli di saggistica giuridica. Ha collaborato altresì con la rivista letteraria www.lankelot.com come autrice di recensioni letterarie e di piccoli brani in poesia e prosa. Nel 2005 ha pubblicato il romanzo “Venere, io t’amerò” per i tipi di Giulio Perrone Editore. È inoltre presente in varie antologie poetiche.
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