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2006
11
Mag

The First Time I Saw (Lisa Massei)

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PRIME VISIONI

 

Davvero originale, questa raccolta antologica curata dalla giovane scrittrice toscana Lisa Massei.

Che, con la schiettezza ed il pragmatismo che un suo illustre concittadino informa tutti gli italiani esser tratto saliente del carattere livornese[1], un paio d’annetti orsono prese a contattare via e-mail quegli autori che le erano stati indicati come promettenti dai responsabili di svariate riviste letterarie sul web.

E fu così che nacque questo progettino antologico, senza un editore, ma stampato direttamente in una tipografia, a cura e spese della curatrice (non paia cacofonico).

Incuriosita da quest’insolita veste tipografica, essenziale, finanche spartana, mi sono chiesta come mai nessun editore abbia stampato questa raccolta di brevi racconti, alcuni dei quali veramente notevoli. E vieppiù me lo sono chiesta dato che “antologizzare” vuol dire, per un editore, una fonte di guadagno meno aleatoria: chiunque è nel campo lo sa.

 

Lascio dunque all’amica Lisa il compito di delucidarmi/ci un po’:

 

Allora, Lisa, come mai questo progetto nasce come book on demand? Per i non “addetti ai lavori”, vuoi spiegare che differenza passa tra questa forma e l’edizione con una casa editrice?

Ciao… bè la differenza sta nel fatto che viene stampato su richiesta, è un libro senza isbn e non è reperibile in libreria, lo si può ordinare tramite internet, quindi, come puoi immaginare solo le persone veramente interessate lo possono avere. Un libro stampato on demand non è facilmente reperibile, ma ha il lato positivo di ammortizzare le spese per chi lo stampa. First Time I Saw è stato prodotto da Nuoviautori.org, e non da me personalmente, il creatore di questo sito internet ha deciso di finanziarlo. Forse avremmo potuto trovare anche una casa editrice, anzi, per edizioni future mi è già stato proposto di pubblicare per altre case editrici… ma, diciamo che questa volta abbiamo deciso di provare questa soluzione.

Entrando nello specifico: in T.F.T.I.S. ci sono due autrici su un totale di sedici scrittori, ossia un poco edificante 13%. Come te lo spieghi, sia come scrittrice che come curatrice di questo lavoro?

Ti dirò onestamente che non ci avevo neanche pensato, forse proprio perché ho fatto il possibile per impegnarmi nel trovare racconti di buona qualità, e non ho tenuto conto del fatto che fossero scritti da autori o autrici… forse è un caso, considerando che la scrittura al femminile penso sia molto diffusa.

In questi giorni si svolge la più grande fiera libraria d’Italia: la Fiera di Torino. Dove è intuitivo pensare che la parte del leone la facciano le majors editrici nostrane. Sei d’accordo con quest’affermazione?

Direi di si… da quel che so prendere uno stand alla fiera del libro di Torino, ha dei costi abbastanza alti, ed è evidente che piccole case editrici spesso e volentieri non possano permetterselo… anche se devo ammettere che sono presenti anche quelle medio piccole…

Il mercato editoriale italiano, oltre che connotarsi come poco competitivo e semifeudale, non consente che pochissimi spiragli d’ingresso ad autri ed editori “indipendenti” nelle pagine dei maggiori quotidiani. Per non parlare della televisione… La sola via pulita per pubblicizzarsi pare offerta solo dai siti internet, e da pochissime emittenti radiofoniche, spesso neanche captabili nelle frequenze di tutt’Italia. Cosa pensi si debba fare per implementare questa modalità di diffusione ed espressione?

Bè… come dico sempre a chi mi chiede consiglio su ‘come fare per pubblicare’… purtroppo il mondo dell’editoria trabocca di omertà. Già informarsi su ‘come funzionano le cose’ non è affatto semplice. Non c’è niente di limpido. Basti pensare alle case editrici a pagamento che mangiano sui tuoi sogni e che non sono perseguibili per legge… effettivamente la promozione pare sia, come tu stessa dici, soprattutto quella di internet, aggiungerei anche le presentazioni che, per come la vedo io, possono essere un ottimo metodo di diffusione e, se ben organizzate (magari anche un po’ fuori dai canoni delle classiche presentazioni-conferenze) possono diventare piacevoli serate da passare con i lettori. C’è anche tutto un mondo underground di riviste che pubblicano racconti e poesie… qualche piccolo mezzo esiste per tirare fuori le antenne, ma effettivamente ci sono anche tante limitazioni. D’altronde i libri fanno parte del mercato, sono marketing, prodotti da vendere come una maglia o una fetta di carne e questo fatto sta facendo perdere ogni dignità alla letteratura.

 

 

Dopo queste chiarificazioni di Lisa, passo a qualche parola di commento su questi sedici lavori, ma non troppe, perché dovete attivarvi per procurarvi la vostra copia: trattasi di un’antologia a tema.

E il tema è: la prima volta che ho visto. Visto cosa? Da quanto trattano gli autori, potrebbe dirsi: la bruttura del mondo, quel Qualcosa da cui ogni singolo io narrante o si difendeva, od ignorava quasi del tutto, e per i più svariati motivi. Si va infatti da ragioni diciamo anagrafiche (come accade nel simpatico (ex)anfibio “(In)Coscienze di Marina Monego) a ragioni meramente psichiche (vedasi lo struggente “Polvere” di Mario Laudonio), che attivano meccanismi, variamente intensi ed efficaci ed altrettanto variamente esperiti ed esplorati dai vari Io narranti dei racconti –, di negazione della realtà.

 

Un contributo d’autore per quanto concerne il commento di tre dei sedici racconti ha voluto fornirmelo Monica Cito, ossia un’altra giovane scrittrice, che lotta, come Lisa ed i sedici ragazzi qui “antologizzati”, per emergere in un mercato connotato come sopra.

Su “Custer se lo meritava”, di C.D. Formetta: Un racconto fluido come il tempo meteorologico dal quale parte: lento perciò, ed incisivo, sino alla bella idea di negazione della realtà ivi conosciuta e negata dal personaggio. Che candido rimane nei suoi ricordi, che non possono – e che egli non vuol fare – in un attimo di repentinità appassire.

Su “Cinque settimi”, di Maurizio Guarini: In poche pagine, un urlo, una denuncia ed una base sintattica che, meravigliosamente, in assoluta armonia regge il tema.

Su “Dietro la porta chiusa”, di Ferdinando Pastori: Il ritmo sincopato è ben costruito tramite l’utilizzo sperimentale della punteggiatura. Sembra la scrittura di “La Pioggia”, di Rachid Bondjedra, ma vista allo specchio, al contrario, “perfettamente” simmetrica.

 

 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.

Lisa Massei, livornese, classe 1979, giovane romanziera italiana.

 

Lisa Massei (a cura di, per www.nuoviautori.org )“T.F.T.I.S.The First Time I Saw”, Edito dall’autore e stampato da www.stampalibri.it, Macerata, 2006.

 

Sito personale di Lisa: www.mielenero.altervista.org


[1] Mi riferisco all’uscente Presidente di questa Repubblica: il gagliardo livornese Carlo Azeglio Ciampi

 
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:: Elisabetta Blasi
Elisabetta Blasi è nata a Grottaglie (Taranto) nel 1968. Laureata in Scienze Politiche – indirizzo storico- politico – ha curato vari studi sull’applicazione della pari opportunità fra uomini e donne nel campo del disagio sociale (in Francia), nell’istruzione scolastica, universitaria e nella formazione professionale (in Italia). Ha collaborato colla rivista web www.lankelot.com come critica letteraria ed opinionista. Attualmente collabora con Giulio Perrone Editore.
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