2006
6
Gen

Meltémi

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(Alain Barbato - Besa Editrice)
 

 
Sembra appartenere ad un’altra epoca questa raccolta di poesie di Alain Barbato, Meltémi, già proposta in rete dalla Kultvirtualpress, ed ora, in edizione leggermente ampliata, dalla Besa Editrice, in una sobria, ma elegante veste cartacea. A darmi quest’impressione sono state le suggestioni letterarie, che partendo dal biblico Cantico dei Cantici (Il bacio mio), toccano l’eleganza raffinata dei lirici greci (Tramonto a Capo Sounion), poi gli antichi versi arabi e persiani (Giardino d’amore) e così via, in un rimando di citazioni che è un vero godimento scoprire, mano a mano che si procede nella lettura delle 24 liriche. E come non pensare, in taluni momenti, allo spagnolo Jimenéz ed al cileno Neruda?
Eppure, nonostante ciò, i versi conservano un’originale unità stilistica, pur nella varietà delle forme adottate. Un semplice gioco poetico che si delizia di rime, di assonanze, di anafore, di ossimori e di altre tradizionali figure retoriche? O forse il solo modo che Alain Barbato ha ritenuto idoneo, ancora oggi quando si è definitivamente consumata la rottura di ogni regola poetica, per esprimere quello che è il vero motivo conduttore di tutte le liriche, ovvero l’amore?
Perché è l’amore il vero e solo protagonista di questa silloge poetica, ed il fresco vento estivo del titolo, il Meltémi appunto, ne è forse metafora, per la sua forza, ma anche per la sua volubilità. Perché c’è l’amore, ma anche la lontananza e l’abbandono.
E c’è la Grecia nei suoi profumi, nei suoi colori, nella sua musica, nella sua danza, nella sua gente ospitale, nelle sue suggestioni (basta la lettura delle deliziose liriche Storie e A Kala Pigadìa) che incantano chi almeno una volta si è recato in quella terra baciata dagli dèi e non desidera altro che farvi ritorno, come attratto da un luogo sottilmente familiare. Quale migliore cornice per narrare la storia di questi due giovani innamorati, che non hanno perso la capacità di guardare le cose con uno spirito innocente al di là di qualsiasi condizionamento sociale?
Ma in Meltèmi è anche prepotentemente presente un’eros che si insinua tra i versi, delicatamente e naturalmente, fino a toccare accenti di vero misticismo (Quando in te mi abbandono) e allora l’amore fisico è la porta regale che trasporta in dimensioni ‘altre’, nelle quali l’uomo sperimenta la luce abbagliante della propria essenza.
Sono poesie che possono essere lette scoprendo piani diversi di interpretazione, versi da centellinare, da sorseggiare, da leggere e da rileggere, quando la pena e la violenza del mondo di oggi ci afferra e ci dispera.
 
(il sito del libro: http://meltemi.splinder.com)
 
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:: Isabel Contini
Isabel Contini è nata a Roma nel 1985. Ha scritto racconti per e-zine sul web. 'Da grande' aspira a diventare scrittrice e sceneggiatrice. Lavora come redattrice negli studi romani di una tv satellitare.
'Spazio privato', scritto sotto forma di diario, è la storia autobiografica di un momento della vita di Isabel. Un momento cruciale caratterizzato dal distacco dalla famiglia, dall'inserimento nel mondo del lavoro e dagli eventi tragici che si trova ad affrontare e che vedono coinvolta una sua amica.
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