2005
16
Dic

Bambini Cattivi

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(AA.VV. - Edizioni Melquìades)

Si può fare una recensione obiettiva di un'antologia di cui si voleva far parte - senza poi esserci riusciti? Libro tra l'altro nato dall'idea del webmaster di uno dei più attivi siti partner di KULT Underground/KULT Virtual Press? Uno di quei siti fortissimi, con i quali, pur nell'amicizia, c'è sempre un po' di "sana" rivalità?

Difficile direi. Forse impossibile.

Quindi, forse è il caso almeno di premettere che questa NON sarà una critica esattamente super partes. Non sarò, diciamolo così, neutro, nel giudizio. Come POTREI?

Perché, beh, accidenti, anche io, come tanti ottimi autori che seguono le attività de La Tela Nera, ho partecipato ad uno dei due concorsi a pagamento organizzati per selezionare i testi, e per finanziare in parte l'operazione. Ho spedito un racconto, sono andato in posta per il versamento e ho atteso l'evolversi del tutto.
E sono stato scartato.
Brutalmente.
Cioè, non brutalmente nel senso che mi è arrivata una email di insulti... brutalmente e basta. Insomma, se partecipate a concorsi letterari sapete che cosa voglio dire... altrimenti, dai, inutile spiegarvelo.

Comunque sia, cioè, finisce il primo concorso (con me fuori dai giochi), inizia e finisce il secondo. Ci sono le classifiche, l'elenco. L'organizzazione. Il luuungo tempo di gestione operativa dell'editing e dei ritocchi ai testi.
E io da fuori (qui "fuori" in senso non negativo - fuori nel senso di NON dentro al gruppo nella stanza dei bottoni) che attendevo, come tanti altri, di vedere cosa sarebbe poi nato, in concreto, da questo progetto. E non conoscendo la casa editrice coinvolta, la Melquìades (che io, con fare approssimativo continuava a citare come Meschias, Meschiad, e simili, pensando pure che il nome fosse un po' ufo), rimuginavo e immaginavo, senza appigli, chiedendomi se il libro (come oggetto) sarebbe stato simile a quello dell'editore XY o piuttosto a quello dello stampatore YZ. Chiedendomi se la carta sarebbe stata così o cosà. E domandandomi se la copertina avrebbe avuto quell'aspetto un po' triste che - purtroppo - alcune edizioni minori involontariamente si ritrovano ad avere, oppure quel tono un po' freak, piacevole sì, ma, insomma, strano, che invece a volte hanno altre.
E mentre mi intrattenevo su questi aspetti, nella mia mente, poco avvezza ai tempi dell'editoria fuori dal web, mille eoni hanno seguito altri eoni.
Poi un giorno, magia!, grazie all'ottimo servizio delle poste italiane, ecco che mi ritrovo a casa un pacchetto parecchio masticato che solo per la lungimiranza del buon Alec, che in passato probabilmente spediva cristalli in zone di guerra, invece di tanti coriandoli conteneva una copia intatta di "Bambini cattivi".

Ho chiuso gli occhi e ho estratto il libro. E mi sono detto: dai, sarà una cosa carina, ma niente più. Cioè, non mi hanno preso, ma, va bè, un libro come tanti.

Poi ho aperto gli occhi.

E ho pensato: cavolo, che bel formato. Più piccolo del solito paperback. Veramente tascabile.
E poi: uh, avevo già visto l'immagine di copertina in rete (l'autore lo conoscete tutti, no? tale Giovanni Buzi) ma su carta devo ammettere che rende un tot di più. Ma un tot, tanto.
Poi ho iniziato a sfogliarlo e ho pensato che magari era il caso di sedersi.

Ok, ve lo dico subito. Qualcosa è sfuggito alle tantissime passate di editing. Un sorrisino cattivo me lo sono pure concesso. Cioè, c'è un titolo sbagliato. E un paio di micro aspetti qua e là tra formattazione e refusi. Ma tolti questi particolari da certosino, a mio parere seppelliti nell'istante stesso in cui ci si immerge nella lettura, anche impegnandosi si fa fatica a non rimanere POSITIVAMENTE colpiti.

La maggior parte degli autori sono "nomi noti" dell'ambiente più o meno underground dell'horror di rete. Gente che si è fatta le ossa esponendosi in competizioni, piazzandosi o vincendone più d'una. Molti di loro sono esperti del settore, e attivi in esso. Facile fare un poker anche solo con Elvezio Sciallis, Laura Cherri, Simona Cremonini e Biancamaria Massaro. Ma oltre a loro ci sono tanti altri, alcuni con pubblicazioni alle spalle, e altri che stanno iniziando la scalata letteraria proprio in questo periodo. E le storie selezionate hanno tutte, ovvio in modo diverso, almeno due pregi innegabili: sono della lunghezza giusta per quella fruizione "mordi e fuggi" che il web ci sta insegnando ad apprezzare in una antologia, e, più importante, sanno insinuare brividi sottopelle. Sanno colpire, con la loro miscela di tematiche, con il loro stile variegato ma entro canoni ben precisi. Certo, a qualcuno un dato testo piacerà di più, un altro meno. E' il gioco di una antologia di autori diversi. Ma è anche l'elemento elettrizzante. E' anche il fuoco che fa sì che pagina dopo pagina ci sia sempre qualcosa a spiazzarti. Qualcosa a colpirti alla schiena. Con forza.

Che dire? nonostante l'inspiegabile esclusione del sottoscritto (o forse GRAZIE all'esclusione del sottoscritto) una prova piuttosto riuscita de La Tela Nera e di Melquìades - prova che speriamo possa avere un seguito. Anche perché dimostra che i circuiti letterari on-line (almeno - chiaro - alcuni) sono palestre funzionanti su cui si allenano scrittori con capacità e talento. E che è possibile per un webmaster (almeno un in gamba come Alessio Valsecchi) non solo di raccogliere intorno a sé questi artisti capaci, ma anche di realizzare progetti complessi come questo senza bisogno di capitali o di consulenze "pregiate".

Dimostra cioè che la dicotomia carta-scrittura digitale si sta, in più modi, riducendo. E che quindi per della letteratura interessante, oltre alle librerie, è il caso di iniziare, o continuare, a sbirciare in rete.

Ah, ve l'ho detto che questo libro è venduto (credo principalmente via web - ma lì lo trovate anche su IBS) al prezzo più che sensato di 8 euro? lo so che comprare on-line suona a molti ancora una cosa poco "romantica"... ma se state valutando di provare, magari in occasione di un qualche regalo di Natale, questo potrebbe essere un buon titolo. O no :-)?

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini: (Modena, 21 Agosto 1971) responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground (www.kultunderground.org) e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press (www.kultvirtualpress.com); autore di racconti e sceneggiature, ha contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden'', 8KO- e In Xanadu. Da marzo 2005 realizza una striscia a fumetti bisettimanale sul mondo degli esordienti, chiamata Kurt (www.kurtcomics.com).
MAIL: marco@kultunderground.org
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