2005
28
Set

Passeggiando tra gli scavi

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(Guido Marcelli - Traccediverse)

 

 

“Passeggiando tra gli scavi”, è una suggestiva raccolta di racconti, opera prima di Guido Marcelli.

Nove racconti incentrati sul tema affascinante del viaggio, metafora dell’esistenza e della costante ricerca interiore dell’uomo. Ogni racconto, come spiega l’autore nella prefazione, “è un piccolo scavo archeologico che riporta alla luce frammenti polverosi di un remoto passato”. Si ricerca nel passato, nell’esistenza dei grandi e piccoli uomini che ci hanno preceduto, una risposta ai quesiti che l’uomo si pone da sempre, perché il viaggio è legato all’esperienza, a ciò che è noto, che altri hanno già vissuto, e da questo trampolino di lancio si può spiccare finalmente il salto verso un’altra dimensione, verso l’ignoto, che atterisce e attrae.

I racconti, surreali e onirici, sono un viaggio nel tempo e nello spazio, nei sogni, nei ricordi, nella storia dell’uomo e nel suo inconscio bisogno di placare paure ancestrali e scoprire il mistero, appena oltre la linea di confine che separa la vita e la morte, il presente e il passato, la verità e la follia.

Ed ecco che il lettore, nel primo racconto (Ulan-Bator), si mette in viaggio con il re della dinastia dei re viaggiatori, che passano la loro vita a cercare. Ricerca il portale, il passaggio che dia una prova certa della vita oltre la morte. Sperimenta, incredulo, la possibilità di un contatto con i defunti. Si immerge in storiche atmosfere, camminando tra gli scavi di Pompei. Entra in uno strano pozzo dei desideri, una sorta di macchina del tempo, e viene catapultato indietro nella Roma di Tito, dove conosce i grandi della storia. Ancora vive l’esperienza della reincarnazione, del ciclico fluire del tempo e dell’essere. Intervista un famoso autore dell’ottocento in una misteriosa dimora nel cuore di Boston e conclude il suo incontro con una rocambolesca fuga, ai margini della realtà. Ritorna a un passato in grado di spiegare l’origine della fonte dell’eterna giovinezza e conosce una sorta di genio della lampada post-moderno, che realizza i più reconditi desideri. Per conclude il suo viaggio nella corsa finale, con biglietto di sola andata, sul treno fantasma descritto nel bel racconto che chiude l’opera (La settima stazione).

Con uno stile scorrevole, veloce, semplice, ma coinvolgente e mai banale, l’autore costruisce di racconto in racconto scenari sempre nuovi, tra mistero, sogno e fantascienza, dove il lettore, novello Ulisse, non ha difficoltà a seguirlo e a lasciarsi trasportare, piacevolmente, al limite di una dimensione altra. 

 
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