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2005
22
Set

La porta degli innocenti

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(Valter Binaghi - Dario Flaccovio Editore)

Una serie di omicidi sconvolge la tranquillità della provincia piemontese sonnolenta e vuota, isolata a poche decine di chilometri dalle città. Tra boschi e vallate vengono rinvenuti i corpi di quattro vittime che non hanno apparentemente nessun legame tra loro: un immigrato clandestino, uno yuppie al tracollo finanziario, una ragazza handicappata, un prete.
Nella bellezza dei luoghi e nella suggestione della natura prorompe il male nelle molteplici forme che assume nei passatempi dei ragazzi della zona, intenti a giochi criminali tra razzismo, atti vandalici, abusi, droga e prostituzione. E il cyberspazio, come unica via che questi giovani, agnelli mannari, trovano per fuggire dal mondo in rovina. La vita reale diventa prolungamento di quella virtuale, più vera del vero, allucinante mondo parallelo nel quale rinchiudersi e reinventarsi, oltre le dinamiche e le convenzioni sociali che vengono scardinate.

Un gioco di ruolo on-line unisce vittime innocenti e complici inconsapevoli, vittime a loro volta di una società conflittuale e distratta, a un master folle che cerca di varcarne ad ogni costo i confini dello squallore quotidiano, in un continuo gioco di specchi tra realtà e finzione.

Il gioco, che avvalora antiche leggende e inventa una nuova fede, perversa e delirante, dà un nuovo significato al dolore, alla brutalità, alla violenza, e cambia la percezione della morte e della sofferenza, accomunando persone che non si conoscono, ma che sono legate dal filo rosso del disagio esistenziale.
“La porta degli innocenti” è un romanzo intrigante, bellissimo, costruito con veloci cambi di scena; un puzzle che prende forma pagina dopo pagina, intrecciando vicende, sentimenti, segreti aberranti, simboli e riti magici che affondano le loro radici nell’esoterismo preistorico. Un’indagine di polizia che si fa strada tra oscure credenze e violenza primordiale, e che si insinua faticosamente e con sgomento nella solitudine e nella crisi di una generazione.

Binaghi costruisce un giallo complesso, suggestivo, che tiene il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine e si legge tutto d’un fiato, ma è anche una finestra che si spalanca sul disagio dei giovani, tutti potenziali criminali, è una riflessione polemica sulla società post-moderna e i suoi valori mancati, è il ritratto drammatico di una generazione allo sbando, espressione del naufragio nazionale.

 
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