2017
8
Gen

VIDAS - Tredici racconti da Cuba

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Gran Via – pag. 220 – euro 15
 
Gran Via è un editore coraggioso, un po’ come Sur, perché tenta di pubblicare vera letteratura, autori non molto pubblicizzati, che provengono dall’America Latina. Io che sono interessato a tutto quel che si muove culturalmente da Cuba - poesia come cinema passando per narrativa e musica - non poteva sfuggire un’interessante antologia di scrittori cubani. Maria Cristina Secci, sulle orme di Danilo Manera, dall’Università di Cagliari imposta un progetto di traduzione con i suoi studenti per far conoscere un gruppo di autori cubani. Alcuni scrittori sono abbastanza conosciuti nel panorama internazionale, almeno tra noi appassionati di letteratura caraibica: Arturo Arango (indimenticabile il suo Lista de espera, soggetto per un film straordinario), Leonardo Padura Fuentes (notevole il ciclo del Conde ma anche Il romanzo della mia vita, L’uomo che amava i cani, libri fondamentali per capire Cuba), Abilio Estévez (se non avete letto I palazzi distanti edito da Adelphi vi consiglio di procurarvelo in fretta), Yoss (Danilo Manera ha tradotto molti suoi racconti) e Aida Bahr (dirige l’Istituto Cubano del Libro). Altri autori sono meno noti, ma rappresentano una vera scoperta letteraria, per questo dobbiamo essere grati a Secci e a Gran Via: Marilyn Bobes, Jesús David Curbelo, Daniel Díaz Mantilla, Abel Fernández-Larrea, Susana Haug Morales (giovanissima, nata nel 1983), Francisco López Sacha, Reinaldo Montero e Osdany Morales. Abbiamo avvicinato la curatrice Maria Cristina Secci per sapere da lei qualcosa di più sul libro, consapevoli come siamo che in Italia il racconto non ha mai avuto la stessa fortuna che in America Latina. 
Come nasce il progetto Vidas e perché il racconto?
Vidas fa parte di una trilogia - Cuba appunto, Messico con Tierras e  prossimamente Cile - pensata per la collana Dédalos di Gran Vía: 13  racconti per addentrarsi ogni volta nei labirinti della cuentística  contemporanea latinoamericana, un genere storicamente trascurato  dall’editoria italiana. Eppure racconta così bene un continente intero, che si assapora così, a piccole e intense tappe…
Come avete operato la selezione di autori e opere?
Criteri a quattro mani con la mente (e cuore) di Gran Vía: l’editore  Annalisa Proietti. Abbiamo pensato di combinare diverse generazioni  con nomi già noti ai lettori italiani e altri inediti esponenti della  nuova realtà letteraria cubana. Il filo rosso è quella cubanità che  fa vibrare ogni pagina della raccolta…
Quale ruolo hanno avuto gli studenti nella realizzazione dell’opera?
Tutti gli autori tradotti hanno sposato la causa didattica delle antologie, perché i traduttori di questi racconti sono gli studenti  dell’ultimo anno della laurea magistrale in Traduzione specialistica dei testi dell’Università di Cagliari. Sono loro il futuro della traduzione e hanno bisogno sin d’ora della fiducia di autori ed editori, hanno l’agilità di chi è ben disposto sia al neologismo che alla tradizione…
Perché il genere racconto non convince l’editoria italiana?
Fondamentalmente credo che sia sempre stata una situazione prodotta dalla sfiducia degli editori nei confronti del genere, una specie di pregiudizio assurdo perché in altri paesi vende moltissimo, come appunto in America Latina dove ha creato sottogeneri che da noi iniziano a muovere i primi passi solo ora (vedi las cronícas, quelle giornalistico-narrative contemporanee).
 
Sono di parte, lo ammetto, ho tradotto un sacco di autori cubani e vorrei vedere una maggiore attenzione nei loro confronti da parte della cultura italiana. Mi piacerebbe che non venissero usati in funzione politica, come spesso accade, che non diventassero strumento nelle mani di gente interessata a sostenere o combattere un regime politico. Libri come questo - interessati soltanto a scoprire la letteratura che si nasconde nella realtà di un paese contraddittorio - sono benemeriti e fondamentali.
 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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