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2005
29
Mar

Birra bionda & Rose gialle

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(Nicola Fabbri - ALBERTI & C.Editori) 

E’ con una critica al giornalismo che Nicola Fabbri inizia il romanzo a sfondo satirico, in cui il protagonista principale ci assicura che i personaggi sono reali, uomini che si credono eroi, ma che vengono continuamente sconfitti dalla debole spinta delle pale di un mulino a vento: è chiaro il riferimento al Don Chisciotte di Cervantes.  

Un giornalista indaga sulla misteriosa scomparsa di alcuni bambini. Visita l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, tre quartieri di una qualsiasi città, e incontra alcuni personaggi emblematici di una società corrotta, rappresentanti di alcune categorie sociali.

Un’analisi simpatica ed efficace della realtà, fatta con acuta ironia, che spesso ci fa abbozzare un sorriso, che vela il disprezzo della modernità e la sfiducia nel progresso e accompagna la narrazione dall’inizio alla fine. Troviamo, altresì, una intelligente e significativa parodia, a volte dissacratoria, ricca di stravolgimenti strutturali, teologici e morali di parti della Divina Commedia. L’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso altro non sono che il prolungamento della vita terrena, in tre diversi quartieri, rappresentati con crudo realismo e con singolare originalità, di una stessa città. L’Inferno è la zona del benessere materiale, descritta con particolari allegorie, il Purgatorio è il quartiere abitato dalla borghesia caratterizzata dal perbenismo di facciata e il Paradiso è una periferia, dal cielo grigio per il fumo delle ciminiere, segnata da squallore materiale e morale, che ricorda alcune descrizioni metropolitane di Thomas Eliot. L’Inferno è in effetti il vero Paradiso. Carica di un forte sarcasmo è l’attribuzione di un particolare valore al danaro  nell’Aldilà: anche qui tutto ha un prezzo.

   Lo scrittore interviene, per bocca dei personaggi o in forma impersonale, con una serena filosofia della vita, utilizzando, in alcuni casi, la saggezza popolare dei proverbi, e con riferimenti, espliciti o implitici, alla letteratura italiana e alla storia della filosofia, al mondo dello sport, ad alcuni problemi sociali. Ed è in questo contesto che vengono inseriti i pochi ma forti momenti di horror, calati in una soffice ed effimera suspense, stimolata dalla motivazione del viaggio del protagonista, e, in qualche modo, dagli ambienti. E, in un’atmosfera realistica, tali momenti proiettano il nostro pensiero ad un loro possibile realizzarsi e ci inducono a strapparli al mondo della fantasia e a immergerli nella crudele realtà dei nostri tempi. L’horror di Nicola Fabbri ci coglie all’improvviso, è legato con disinvoltura all’humour del romanzo, ma ci fa ugualmente ribrezzo. Lo scrittore ha giocato d’astuzia scegliendo come vittime della brutalità i bambini, la parte migliore della società, la più genuina, la più fragile, la più innocente. Questo rafforza l’horror e la tematica del racconto.

Il linguaggio è impreziosito da vocaboli spagnoli, da latinismi e da qualche forma retorica (“…odorosa di colori vivaci”). I componimenti poetici non raggiungono risultati eccezionali. Il finale è originale; non è di quelli che, comunemente, il lettore si aspetta.

 
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:: Simonetta De Bartolo
Simonetta De Bartolo, recensore ed intervistatrice, è conduttrice de “Lo Scaffale”, rubrica di recensioni letterarie di www.patriziopacioni.it autentico web-magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica, alla solidarietà e all’’attualità. Nata a Cosenza, si è laureata in Lettere moderne, sottoindirizzo artistico, all’Università della Calabria, e ha condotto ricerche in campo etnologico. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e, per alcuni anni, ha fatto parte delle redazioni de La Tela Nera e di Progetto Babele, dell’Associazione culturale “Il Foglio” e del comitato di lettura di «NetEditor», sito su cui ha pubblicato recensioni, racconti e poesie. Ha collaborato con “Il Foglio Magazine” e alla pubblicazione di un volume pensato dagli editori della rivista «Italian Culture», organo ufficiale dell’Aais (Associazione americana per gli studi di italianistica). Sulla rivista «Encuentro de la cultura cubana», ha pubblicato una recensione del volume di autori vari, curato da William Navarrete, Versi tra le sbarre, dato alle stampe nel 2006 dalle Edizioni Il Foglio di Piombino (Livorno). Collabora con le e-zine Progetto Babele, Segreti di Pulcinella, StradaNove e KULT Underground; con i siti Web La Tela Nera, che, nel 2004, le ha pubblicato alcune recensioni nell’e-book antologico “Sangue sui libri”, con Opera Narrativa, KULT Virtual Press. Fa parte dello Staff del portale culturale “L(‘)abile traccia”. In questi ultimi anni si è segnalata e distinta anche nel settore delle interviste letterarie Per La Tela Nera, dopo aver recensito alcune importanti loro opere, ha dialogato con gli scrittori Davil Buio, Andrea Moneti e il caporedattore e fondatore di Progetto Babele, Marco R. Capelli; Per Progetto Babele con Francesco Gitto, Vittorio Bongiorno, Fabio Marangoni, Patrizio Pacioni. Infine, per www.patriziopacioni.it, Sacha Naspini e lo stesso Patrizio Pacioni.
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